La vendemmia 2026 nelle Alpi occidentali è iniziata con giorni o settimane di anticipo per effetto del cambiamento climatico, dalla Savoia al Piemonte fino al Vallese.
Le temperature elevate e la siccità dell’estate hanno accelerato la maturazione dell’uva in Francia, Italia e Svizzera, spingendo i viticoltori ad anticipare la raccolta di dieci giorni fino a un mese rispetto al calendario abituale.
In Savoia, la vendemmia anticipata di quasi un mese
In Savoia e Alta Savoia la vendemmia è cominciata intorno al 15 agosto, anticipata di quasi un mese rispetto al calendario abituale, con i vitigni di Pinot e Chardonnay tra i primi a essere raccolti.
Julien Barlet, presidente del Syndicat Régional des Vins de Savoie e viticoltore a Jongieux, collega l’anticipo alla siccità e alle ondate di calore che si sono succedute dall’inizio dell’anno.
In Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, un anticipo generalizzato di circa dieci giorni
Nel Piemonte, e particolarmente nel sud della regione, la vendemmia 2026 è iniziata con circa 10 giorni di anticipo rispetto alle medie storiche, a partire dal pinot nero destinato all’Alta Langa e dalle varietà bianche più precoci. Il dato arriva da Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte, la federazione che riunisce le cooperative vitivinicole della regione.
Anche in Valle d’Aosta la raccolta è cominciata in anticipo, secondo il Consorzio vini Valle d’Aosta: l’11 agosto nel fondovalle, con il Müller-Thurgau e le basi per gli spumanti, e il 14 agosto in alta valle, con il Prié blanc di Morgex.
Anche sulla costa ligure il calendario è slittato in avanti. Nell’Imperiese il moscatello di Taggia è entrato in raccolta con oltre dieci giorni di anticipo, mentre alle Cinque Terre e sui Colli di Luni si vendemmierà nell’ultima settimane di agosto. Lo riferisce Massimo Enrico, presidente del consorzio Vite in Riviera.
Anche nel Vallese record di precocità della vendemmia
Nel Vallese la vendemmia è iniziata già il 12 agosto alla Cave la Romaine di Sierre e Uvrier, sei giorni prima rispetto al 2025, secondo il giornale Le Nouvelliste. Le grandi cantine del cantone seguiranno nei prossimi giorni: Provins dal 24 agosto, Schenk e Gilliard dal 31.
A Ginevra la vendemmia dovrebbe partire con quasi una settimana di anticipo, mentre nel cantone di Neuchâtel, dove di norma la raccolta comincia a inizio-metà settembre, alcune vigne sono state vendemmiate già dalla settimana del 17 agosto: un anticipo definito senza precedenti.
Tra le criticità stagionali, possibile perdite di produzione
L’anticipo della vendemmia si accompagna a diverse difficoltà per i viticoltori alpini. La siccità in particolare pesa in modo trasversale sulle diverse aree alpine.
In Piemonte, secondo Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte, il caldo accelera le fasi vegetative della vite mentre la scarsità d’acqua aumenta lo stress delle piante. In Valle d’Aosta il Consorzio vini segnala una carenza idrica diffusa, che ha reso necessaria l’irrigazione di soccorso in diverse zone. Infine, in Vallese l’accesso all’irrigazione è diventato il principale fattore di disparità tra le parcelle: quelle prive di impianti potrebbero produrre molto meno, mentre quelle irrigate mantengono rese regolari.
Le rese ne risentono di conseguenza, con entità diverse da zona a zona. In Savoia, Julien Barlet ha stimato una perdita di produzione tra il 15 e il 20 per cento nel 2026, imputabile alla siccità.
La manodopera è un’altra criticità, in particolare in Savoia: una raccolta così anticipata, in pieno agosto, ha esposto al rischio di non trovare abbastanza lavoratori stagionali, e i viticoltori hanno dovuto anticipare il reclutamento già in piena estate, un periodo in cui la manodopera disponibile è normalmente ridotta per via delle vacanze.
Si aggiungono infine rischi più specifici. In Valle d’Aosta il Consorzio vini segnala la crescente diffusione della Popillia japonica, un coleottero invasivo che può danneggiare quantità e qualità della vendemmia, mentre Confcooperative ha ricordato i danni da grandine, anch’essi estremizzati dal cambiamento climatico.
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