La città metropolitana di di Torino, la vecchia provincia, ha stanziato su 60mila euro per aprire aule di studio e nuovi spazi dedicati a studenti e studentesse.

Il bando “Aule studio: spazio giovani e cultura”, aperto fino al 21 settembre 2026, finanzierà 12 comuni con 5mila euro ciascuno per rendere utilizzabili locali già presenti sul territorio e destinarli allo studio individuale o in piccoli gruppi.

Dodici comuni, cinquemila euro ciascuno

Il progetto è rivolto ai comuni della Città metropolitana di Torino che non dispongono ancora di aule studio. Le amministrazioni possono candidare spazi all’interno di biblioteche, scuole, centri culturali o altri luoghi pubblici, sociali e civici già presenti sul territorio.

Le risorse complessive disponibili sono 60mila euro. La graduatoria assegnerà ai primi dodici comuni un contributo di 5mila euro ciascuno, erogato per metà entro il 2026 e per la parte restante dopo la rendicontazione delle spese. Le candidature devono essere presentate entro il 21 settembre.

La documentazione del progetto prevede spazi silenziosi con interventi sugli arredi, manutenzione, gestione e connettività internet.

Studiare anche lontano dai grandi poli universitari

Un’aula studio in un piccolo comune permette agli studenti di trovare vicino a casa un luogo con postazioni, connessione a internet e condizioni adatte alla concentrazione, senza dover necessariamente raggiungere Torino o altri centri più grandi.

La gestione può essere affidata direttamente dai comuni oppure coinvolgere soggetti del terzo settore e associazioni culturali o sportive.

Nel 2025 la Città metropolitana aveva già destinato 53mila euro alle aule studio, finanziando dieci comuni con 5.300 euro ciascuno, per esempio a Caselle Torinese, Gassino Torinese, Bruino, Bosconero e Frossasco.

Nella città di Torino e in Piemonte altre aule studio esistono da diverso tempo e sono promosse da diverse organizzazioni, dalle stesse università ma anche associazioni ed enti privati. EDISU, l’ente regionale del Piemonte per il diritto allo studio dispone di spazi di studio a Torino e in altri sette comuni piemontesi: Beinasco, Biella, Novara, Rivalta, Rivoli, Settimo Torinese. La città metropolitana di Torino cerca quindi di estendere questa disponibilità in altre zone meno servite.

In Francia i Campus connectés

Esperienze rivolte a chi studia lontano dai poli universitari esistono anche in altri Paesi europei, dalla Spagna (sono le Università ad attivare luoghi di studio) o alla Svezia, con i lärcentrum, centri organizzati in collaborazione con i comuni. Si tratta di programmi più grandi e con finanziamenti su scala diversa.

In Francia il ministero dell’Insegnamento superiore coordina i Campus connectés, tiers-lieux dell’istruzione superiore gestiti sul territorio dalle amministrazioni locali in collaborazione con le università, dove gli studenti possono seguire corsi a distanza utilizzando spazi di lavoro, connessione internet e attrezzature informatiche e anche con l’accompagnamento di tutor.

Per esempio, a Bourg-Saint-Maurice, in Tarentaise, Savoia, vi è un “campus connecté”, il Campus Alpin, in attività.

Il programma francese è nato nel 2019, ha finanziato un primo gruppo di 87 progetti con 25 milioni di euro in cinque anni, e poi in una nuova fase triennale, con un contributo fino a 150mila euro per sede. Il governo francese ha infine deciso di rendere stabile il programma e ha previsto 2 milioni di euro nel bilancio 2026 per proseguirne l’attività.

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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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