La Fête des patoisants 2026, si svolgerà tra Valle d’Aosta e Canavese sabato 19 e domenica 20 settembre, con appuntamenti a Donnas, Pont-Saint-Martin e Carema.
La diciottesima Fête romande et internationale des patoisants riunirà associazioni e parlanti in francoprovenzale dei Pays de Savoie, della Svizzera romanda, di Piemonte e Valle d’Aosta per due giorni di retrouvailles, con convegni, visite, musica, piccole rappresentazioni teatrali e celebrazioni.
La Fête romande e internationale si affianca ad altri incontri internazionali: per esempio si è tenuta una Fête valdôtaine et internationale du patois in Valle d’Aosta per esempio nel 2014, un’ultima Fête internationale du francoprovençal è stata organizzata da Lou Rbiolon il 20 e il 21 settembre 2025 à La Roche-sur-Foron, in Alta Savoia. Insomma, le occasioni non mancano.
Una festa internazionale nata nel 1956
La Fédération romande et internationale des patoisants (FRIP) si riunisce ogni quattro anni. La prima edizione risale al 1956 e l’organizzazione – pour con il capofila in Svizzera – passa a turno tra i territori rappresentati nella federazione. Per il 2026 l’organizzazione è stata affidata al Centre d’Études francoprovençales per la Valle d’Aosta e a Effepi, Associazione di studi e di ricerche francoprovenzali, per le valli piemontesi, insieme ai comuni di Donnas, Pont-Saint-Martin e Carema.
Le ultime edizioni si sono svolte nel 2013 a Bulle, nel cantone di Friburgo, nel 2017 a Yverdon-les-Bains, nel cantone di Vaud, e nel 2022 a Porrentruy, nel Canton Jura. A Yverdon parteciparono 23 associazioni, mentre a Porrentruy, per la diciassettesima edizione, erano rappresentati anche l’area lionese e il Territorio di Belfort.
L’organizzazione è ferrea e si prende molto anticipo: le iscrizioni erano inizialmente previste entro il 31 maggio, dopo una pre-iscrizione richiesta nel 2025; il termine è stato poi prorogato al 10 luglio. Comunque, già il 25 giugno scorso Effepi riferiva di «parecchie centinaia» di adesioni di patoisants: ci sarà da aspettarsi una bella partecipazione.
Sabato, i convegni sul patrimonio immateriale del patois
Sabato 19 settembre le conferenze si svolgeranno contemporaneamente, dalle 15.30 alle 17.30, a Donnas e Carema.
Nella biblioteca comunale di Donnas, Christiane Dunoyer, del Centre d’Études francoprovençales, aprirà alle 15:30 gli incontri parlando delle pratiche alimentari alpine, dei loro contenuti, delle tecniche e dei significati simbolici. Alle 16.10 Raphaël Maître e Marinette Matthey, dell’Université de Neuchâtel, presenteranno l’evoluzione recente dei patois nella Svizzera romanda. Alle 16.50 Jérémie Delorme, della stessa università, affronterà la scrittura e la lettura del Glossaire des patois de la Suisse romande, attraverso l’esempio del trattamento lessicografico dei nomi dei vitigni.
Nell’ex chiesa di San Matteo a Carema, Marc Bron, presidente dell’Association des Enseignants de Savoyard (A.E.S.), interverrà alle 15.30 sulla trasmissione del francoprovenzale come progetto complessivo, dalla situazione attuale alle cause della perdita d’uso e agli strumenti per favorirne lo sviluppo. Alle 16.10 Guido Ostorero, di Effepi, parlerà del rapporto tra internet, globalizzazione e patois, valutandone rischi e possibili contromisure. Alle 16.50 Andrea Rolando, del Centre d’Études francoprovençales, metterà a confronto l’evoluzione linguistica con il mito dell’immutabilità del patois considerato “autentico”.
Le visite di sabato: letteratura e vigneti a Carema, duemila anni di storia a Donnas
L’accoglienza dei partecipanti comincerà sabato dalle 14 a Pont-Saint-Martin, in viale Carlo Viola, con un servizio di navette tra Hône, Donnas, Pont-Saint-Martin e Carema.
Nel comune canavesano il percorso di visita attraverserà il paese collegando l’esposizione fotografica su feste, tradizioni e attività di Carema, antiche cantine, la chiesa di San Martino e la mostra dedicata alla letteratura francoprovenzale. Nella palestra delle scuole saranno esposti anche i lavori del 43º concorso Effepi, dedicato ai giochi e ai giocattoli di ieri e di oggi.
Il percorso proseguirà alla Gran Masun, con una proiezione sulla viticoltura e la visita della cantina quattrocentesca, quindi lungo un tratto panoramico tra i vigneti fino alla Cantina Produttori Nebbiolo di Carema. Qui è prevista una visita, seguita dall’aperitivo. Il tragitto potrà essere seguito autonomamente e sono previste soluzioni di trasporto per chi ha difficoltà ad affrontare i tratti in salita.
A Donnas le visite guidate, con partenze alle 15, alle 16 e alle 17, seguiranno un itinerario attraverso circa duemila anni di storia. Il percorso toccherà il tratto di strada romana conservato nel borgo, l’arco romano, la cappella di Sant’Orso e la cooperativa Lou Dzeut, dove continua la lavorazione artigianale della canapa.
Si potrà scegliere un percorso più lungo tra i vigneti oppure un itinerario breve dedicato alle tradizioni locali. Entrambi permetteranno di raggiungere l’Écomusée de la Laiterie de Treby, la Confrérie du Saint-Esprit e l’Écomusée de la Vigne et du Vin. Tra le 16 e le 18, al Museo del vino, le Caves de Donnas e l’azienda Piantagrossa proporranno degustazioni dei vini del territorio.
Pont-Saint-Martin, dal Ponte romano al castello
A Pont-Saint-Martin le visite guidate partiranno alle 15 e alle 16.30 e comprenderanno la Casa Forte L’Castel, via Roma e il Ponte romano. Alle 14.30 e alle 16 saranno inoltre proposte visite al castello dei signori di Pont-Saint-Martin nell’ambito di Plaisirs de Culture, iniziativa promossa dalla Regione autonoma Valle d’Aosta in occasione delle Giornate europee del patrimonio. Il castello è nuovamente aperto al pubblico dopo lavori di restauro e valorizzazione.
Dalle 17.30 il centro storico e via Émile Chanoux ospiteranno aperitivi, degustazioni, musica e attività nei negozi. Alle 19.30 la festa si trasferirà al bocciodromo per il pasto collettivo, seguito dalle 20.30 da canti e rappresentazioni teatrali in patois presentati dai partecipanti.
Domenica il gran giorno: sfilata, messa e premi
Domenica 20 settembre la manifestazione sarà concentrata a Pont-Saint-Martin. Alle 9.30 i gruppi si ritroveranno in via Carlo Viola, nei pressi delle scuole medie, per la sfilata attraverso il centro storico.
Alle 10.30 nell’Espace de la rencontre sarà celebrata la Messa cantata in patois e alle 11.30 cominceranno gli interventi ufficiali.
Da mezzogiorno e mezzo il programma continuerà al bocciodromo con il vin d’honneur, la consegna dei premi del Concours Littéraire della FRIP e la nomina dei Mainteneurs, riconoscimento attribuito a persone impegnate nella difesa e nella trasmissione dei patois.
Saranno premiate anche le scuole che hanno partecipato al concorso “Lou men pais”. Dalle 13.30 il pranzo sarà accompagnato da canti, danze e piccoli spettacoli, con stand di libri, artigianato e prodotti locali. La chiusura è prevista alle 17, quando sarà annunciata anche la località della prossima Fête quadriennale.
La tutela e la promozione del francoprovenzale nei tre Stati
La Fête mette in contatto comunità che condividono una storia linguistica ma vivono sotto sistemi di tutela differenti.
In Italia la legge 482 del 1999 include il francoprovenzale tra le minoranze linguistiche storiche protette; in Valle d’Aosta questo quadro si affianca allo Statuto speciale, che parifica il francese all’italiano. La Svizzera riconosce il francoprovenzale e il francocontese dal 2018 come parte del patrimonio linguistico del Paese, e ha ratificato la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie. Il riconoscimento è stato ribadito nel nono rapporto approvato dal Consiglio federale il 9 settembre 2026. I diversi Cantoni promuovono i patois con specifiche misure e progetti.
La Francia dal 2008 riconosce le lingue regionali come parte del patrimonio nazionale e la legge del 2021 (loi Molac) ne ha rafforzato la protezione e la promozione – anche con finanziamenti e strumenti di diffusione e valorizzazione. Tuttavia, la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, firmata dalla Francia nel 1999, non è ancora stata ratificata.
Nei tre casi, si nota comunque una vivacità di centri studi, associazioni di promozione, organizzazioni che lavorano alla conservazione del patrimonio sonoro, musicale, e di vita legati al francoprovenzale, con una trasmissione tra le generazioni che – malgrado una facile lettura sul lento declino – conferma una certa solidità della lingua come patrimonio vivente.
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