Sull’A412 del Chablais due ricorsi contestano l’autorizzazione ambientale concessa alla nuova autostrada A412 tra Machilly e Thonon-les-Bains, in Alta Savoia.
Il 14 settembre associazioni ambientaliste, organizzazioni agricole, cooperative, associazioni di cacciatori e residenti hanno avviato un ricorso sul merito e una procedura d’urgenza per chiedere la sospensione dei lavori, cominciati pochi giorni prima, mentre anche sul versante ginevrino proseguono le contestazioni sugli effetti transfrontalieri dell’infrastruttura.
A gennaio 2026, sul tracciato era nata una ZAD (Zone à défendre) a Mésinges, nel comune di Allinges, come forma di protesta contro il progetto, che poi si è comunque avviato a settembre, come da programma. La A412 ha una lunga storia di progettazione con grande dibattito molti dubbi, tra difficoltà di connessione delle località e tentativi di preservare paesaggio e patrimonio ambientale.
Due procedure davanti alla giustizia amministrativa
I ricorrenti sono 21 organizzazioni e 40 residenti. Tra loro figurano France Nature Environnement Auvergne-Rhône-Alpes e Haute-Savoie, ACPAT, Les Amis de la Terre, LPO, Confédération paysanne, alcune aziende e cooperative agricole dello Chablais e quattro associazioni comunali di caccia.
Le procedure sono due. La prima vuole l’annullamento dell’autorizzazione ambientale firmata dal prefetto dell’Alta Savoia Jérôme Bonet il 28 agosto 2026. La seconda è un référé-suspension, cioè una procedura d’urgenza con cui i ricorrenti chiedono di fermare temporaneamente i lavori in attesa della decisione sul merito. Al 18 settembre non risulta ancora una decisione sulla richiesta di sospensione.
Secondo France Nature Environnement, l’urgenza sarebbe legata in particolare al programma di disboscamento previsto tra settembre e febbraio e all’avvio delle prime opere di ingegneria civile.
I primi lavori sono già cominciati
L’autorizzazione ambientale è arrivata dopo il parere favorevole espresso il 25 agosto dal Conseil départemental de l’environnement et des risques sanitaires et technologiques. Il provvedimento riguarda sia i 16,5 chilometri della A412 tra Machilly e Thonon-les-Bains sia la soppressione dei passaggi a livello 65 e 66 a Perrignier. La concessione per progettazione, costruzione, gestione e manutenzione era stata affidata dallo Stato nel 2024 alla società AMEDEA.
Dal 7 settembre sono iniziate in diversi settori le prime operazioni preparatorie, comprese attività di disboscamento. Nel comune di Brenthonne, per esempio, erano stati annunciati lavori nel settore del borgo di Puard e movimenti di mezzi tra il 7 e il 18 settembre. AMEDEA comunica inoltre l’avvio del cantiere e le prime modifiche alla viabilità lungo il tracciato.
Parallelamente è ancora aperta, fino al 2 ottobre, un’analisi particellare che interessa dodici comuni e riguarda i terreni necessari alla realizzazione dell’opera.
Zone umide, emissioni e alternative ferroviarie
Il confronto giudiziario arriva dopo due pareri ambientali critici espressi nella prima parte dell’anno. Il Conseil national de la protection de la nature, il 26 febbraio, ha dato parere sfavorevole alla richiesta di deroga relativa alle specie protette e ha inoltre segnalato come irregolari, sotto questo profilo, alcuni sondaggi geotecnici e scavi archeologici eseguiti prima dell’ottenimento della deroga.
Anche l’Autorité environnementale francese ha formulato numerose osservazioni. Nel suo parere del 27 marzo ha stimato in circa 286mila tonnellate di CO₂ equivalente le emissioni aggiuntive generate dal cantiere e dai primi vent’anni di esercizio rispetto allo scenario senza autostrada. Ha inoltre rilevato che il progetto impermeabilizzerebbe almeno 55 ettari e che circa 55,9 ettari di zone umide sarebbero interessati.
L’Autorità ha chiesto anche di approfondire il confronto con le alternative di trasporto pubblico. In particolare ha osservato che la frequentazione del Léman Express ha superato le previsioni formulate prima della sua apertura e che il dossier deve tenere maggiormente conto del rafforzamento previsto del servizio ferroviario transfrontaliero.
L’autorizzazione prefettizia di fine agosto ha comunque preso in carico delle indicazioni, e imposto misure relative alle zone umide, alle acque, alle specie protette, ai terreni agricoli e alle continuità ecologiche. È previsto anche un comitato di monitoraggio durante i lavori e l’esercizio, con controlli riguardanti tra l’altro acqua, rumore e qualità dell’aria.
Il dossier dell’A412 a Ginevra
In primavera la Città di Ginevra aveva annunciato nuove iniziative contro il progetto, sostenendo che la A412 potrebbe aumentare il traffico diretto verso la città e i comuni della riva sinistra del Lemano. A settembre ha confermato l’intenzione di proseguire sul terreno giudiziario.
Anche il Consiglio di Stato del Cantone di Ginevra ha espresso preoccupazioni, e con una nota ufficiale del 3 giugno ha spiegato di avere chiesto alla parte francese informazioni supplementari sugli effetti sulla mobilità, sul traffico attraverso i valichi secondari, sul rumore e sulle acque superficiali. Il Cantone ha inoltre chiesto una modifica del progetto per ripristinare una connessione ecologica destinata alla grande fauna e ha dichiarato di voler proseguire il confronto con le autorità francesi nell’ambito della Convenzione di Espoo sugli impatti ambientali transfrontalieri.
La posizione ginevrina introduce quindi un ulteriore livello nel dossier: non solo per l’impatto locale, ma anche per il rapporto con le politiche di mobilità dell’intero Grand Genève.
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