Close Menu
  • Aderire
  • Economia e politica
    • Economia
    • Politica
    • Trasporti
  • Cultura e patrimonio
    • Cultura
    • Eventi
    • Turismo e sport
  • Ambiente e territorio
  • Rubriche
    • Nos Alpes, Nos Livres
    • Nos Alpes alla scoperta…
    • Nos Alpes Cuisine
    • Contributi e idee
  • Territori
    • Svizzera romanda e Ticino
    • Alpi del nord e Rodano
    • Alpi del sud e Provenza
    • Valle d’Aosta
    • Piemonte
    • Liguria
    • Principato di Monaco
    • Corsica e Sardegna
  • Fai un dono
  • Chi siamo
  • FR

Log In

Lost Password?
Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
Nos Alpes
  • FAI UN DONO
  • PARTNERS
  • ADERIRE
Login
  • Economia e politica
    • Trasporti
    • Economia
    • Politica
  • Cultura e patrimonio
  • Ambiente e territorio
  • Turismo e sport
  • Territori
    • Alpi del nord e Rodano
    • Alpi del sud e Provenza
    • Valle d’Aosta
    • Piemonte
    • Liguria
    • Corsica e Sardegna
    • Svizzera romanda e Ticino
  • Rubriche
    • Nos Alpes alla scoperta…
    • Nos Alpes, Nos Livres
    • Nos Alpes Cuisine
    • I PODCAST di Nos Alpes
    • Luciano Caveri PODCAST
    • I VIDEO di Nos Alpes
    • Racconti
    • Contributi e idee
  • IT
    • FR
Nos Alpes
Home » Articoli » Il permafrost nelle Alpi si degrada sempre di più
Ambiente e territorio

Il permafrost nelle Alpi si degrada sempre di più

Giorgia GambinoGiorgia Gambino2 Ottobre 2026
Share Facebook Twitter LinkedIn Email WhatsApp Copy Link Telegram
L’Aiguille du Midi, uno degli indicatori della degradazione del permafrost nelle Alpi; L’Aiguille du Midi, l’un des indicateur de la dégradation du pergélisol dans les Alpes (c) CC BY-SA 2.5, RobinL~commons,-swiki, Wikimedia Commons
L’Aiguille du Midi, uno degli indicatori della degradazione del pergélisol nelle Alpi; L’Aiguille du Midi, l’un des indicateur de la dégradation du permafrost dans les Alpes (c) CC BY-SA 2.5, RobinL~commons,-swiki, Wikimedia Commons

Il permafrost, il terreno che rimane a una temperatura pari o inferiore a 0 gradi per almeno due anni consecutivi, è uno dei principali indicatori degli effetti del cambiamento climatico sulle Alpi. Secondo uno studio pubblicato su “Communications Earth & Environment”, in Europa il degradamento risulta particolarmente avanzato, con una variazione media di 10,3 centimetri ogni anno.

Ricerca e monitoraggio dell’ALT

Il paper “Long-term monitoring of active layer thickness confirms global permafrost degradation”, curato da una serie di esperti e scienziati, si basa su di una serie di dati raccolta in 156 siti dall’Artico all’Antartide e sino alle regioni montane. Poiché l’evoluzione del permafrost non è direttamente osservabile in superficie, essi hanno analizzato lo spessore dello strato attivo, ovverosia la porzione di terreno sovrastante che durante l’anno è interessata dai cicli di congelamento e disgelo.

Questo, conosciuto in inglese come ALT (Active Layer Thickness), è stato uno degli indicatori utilizzati per descrivere la degradazione di tale strato fondamentale per gli ambienti glaciali. Il fenomeno ha conseguenze anche sui processi geomorfologici e idrologici e può rivelarsi rilevante per la stabilità dei terreni e delle infrastrutture presenti in ambiente montano.

Le Alpi mostrano variazioni molto marcate del permafrost

Nelle Nostre Alpi lo spessore dello strato attivo del permafrost varia notevolmente in funzione della quota, della conformazione del terreno, della presenza di ghiaccio nel suolo, della neve e delle caratteristiche del substrato. I valori medi osservati nelle montagne europee possono andare da circa un metro a oltre cinque metri, mentre in alcuni siti di Francia e Svizzera sono stati superati i sette metri dopo il 2020.

È soprattutto nei terreni rocciosi con contenuto di ghiaccio basso o medio che sono stati osservati gli incrementi più consistenti, mentre la presenza di una maggiore quantità di ghiaccio nel terreno può rallentarne l’aumento. Anche la copertura nevosa ha un ruolo nel determinare l’evoluzione dell’ALT, poiché una parte dell’energia disponibile è utilizzata nel processo di fusione, cosa che rende le dinamiche molto differenti anche tra siti relativamente vicini.

La situazione nelle Alpi italiane e francesi

Le due stazioni italiane comprese nella tabella dello studio sono Cime Bianche (Valle d’Aosta, 3.100 metri) e Stelvio (Lombardia, 2.612 metri), i cui dati indicano un progressivo approfondimento stagionale del disgelo seppure con intensità diversa. Nel primo caso lo spessore medio dello strato attivo nel periodo osservato (17 anni) è stato di 547,59 centimetri, con un incremento di +20,22 centimetri all’anno, mentre nel secondo caso (24 anni) è risultato di 331,12 centimetri, con una crescita di +9,69 centimetri all’anno. 

Per le Alpi francesi la ricerca considera tre punti di osservazione sull’Aiguille du Midi, nel Massiccio del Monte Bianco (Alta Savoia e Savoia), tutti quanti caratterizzati da quote superiori ai 3.700 metri. Sul versante sud-est lo spessore medio dell’ALT è stato pari a 661,92 centimetri (+17,61 centimetri all’anno), mentre sui versanti nord-ovest e nord-est esso è stato rispettivamente di 234,13 centimetri (+7,68 centimetri all’anno) e 373,14 centimetri (+13,52 centimetri all’anno).

In Svizzera gli incrementi più elevati

È la rete delle Alpi svizzere, con dieci stazioni considerate tra circa 2.400 e 3.300 metri di quota, a presentare alcuni dei valori più pronunciati di degradazione del permafrost dell’intero gruppo alpino analizzato.

Nel Canton Vallese, a Lapires (2.656 metri) l’ALT presenta una crescita di +12,20 centimetri all’anno, mentre a Les Attelas (2.507 metri) è di +7,08 centimetri all’anno e raggiunge a Gentianes (2.896 metri) i +27,76 centimetri all’anno. A Ritigraben (2.640 metri) l’aumento si assesta a +3,11 centimetri all’anno così come schizza al Matterhorn (3.204 metri) a +10,21 centimetri all’anno.

Altri campionamenti ancora sono stati eseguiti nel Canton Berna con Schafberg (2.731 metri, +0,86 centimetri all’anno), Corvatsch (2.670 metri, +15,49 centimetri all’anno), Stockhorn (3.327 metri, +9,08 centimetri all’anno). È per contro riconducibile allo Schilthorn (2.900 metri), la più alta della catena delle Prealpi Svizzere, il valore più elevato registrato tra le stazioni alpine considerate, pari a +36,21 centimetri all’anno.

Alfine, per ciò che concerne il Cantone dei Grigioni, accanto all’incremento di +10,59 centimetri all’anno registrato a Muot da Barba Peider (2.941 metri), a Flüela (2.413 metri) il trend è addirittura negativo, pari a -0,47 centimetri all’anno.

Un fenomeno alpino non uniforme

La serie svizzera rende evidente che non esiste di fatto un unico ritmo di degradazione del permafrost valido per tutta la catena delle Alpi ma che esso dipende per larga parte dalle condizioni locali. Non a caso la ricerca stessa sottolinea come, in ambiente montano, la relazione tra variabili climatiche e variazione dello strato attivo è più difficile da determinare rispetto alle aree artiche.

Il numero relativamente limitato di stazioni, la forte eterogeneità ambientale e la risoluzione dei dati climatici disponibili non consentono agli autori di identificare con sufficiente certezza il peso relativo dei singoli fattori climatici. Questo però non cambia la realtà delle osservazioni, ovverosia la constatazione che oltre il 90% dei siti analizzati mostra un aumento significativo dello strato attivo, con variazioni talora molto più rapide rispetto alle aree artiche di pianura.

Tuttavia, l’ispessimento stagionale dell’ALT non coincide automaticamente con la completa scomparsa del permafrost, poiché la risposta del terreno dipende anche da quantità di ghiaccio presente, struttura del substrato e condizioni superficiali. In talune casistiche il riscaldamento può inoltre favorire la formazione di uno strato permanentemente non gelato, il cosiddetto talik, tra la zona stagionalmente scongelata e il permafrost sottostante.

LEGGI ANCHE: L’estate del 2026 è la più calda mai registrata nell’Europa occidentale

Alta Savoia Featured Savoia Vallese
Giorgia gambino
Giorgia Gambino
  • Facebook

Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

LEGGI ANCHE / A LIRE AUSSI

La Péla savoiarda, La Péla savoyarde (c) CC0, Benoît Prieur, Wikimedia Commons
Nos Alpes Cuisine

La Péla savoiarda, l’antenata più rustica della Tartiflette

11 Ottobre 2026
Extrait du livre "En bas de la vallée" de Paolo Cognetti
Nos Alpes, Nos Livres

“Giù nella valle” di Paolo Cognetti si immerge nel cuore di un’umanità violenta

11 Ottobre 2026
rcice Modex 2026 en Suisse début ocotbre 2026 (c) www.eu-modex.eu
Europa e Alpi

La Svizzera prova la protezione civile europea, in attesa di aderire al Meccanismo

10 Ottobre 2026
Gli interni di un esercizio di vendita ad Aosta, il 10 ottobre 2026 (c) Nos Alpes
Economia e politica

La difficile transizione di Carrefour, in Valle d’Aosta tre market in chiusura

10 Ottobre 2026
Rosazza (c) CC0, Fabio Carassio, Wikimedia Commons
Nos Alpes alla scoperta…

Rosazza, il borgo del mistero nell’alta Valle Cervo

10 Ottobre 2026
Il Lago di Annecy e la siccità del 2018, Le Lac d’Annecy et la sécheresse du 2018 (c) CC BY-SA 4.0, Florian Pépellin, Wikimedia Commons
Ambiente e territorio

Il Lago di Annecy ai minimi: in estate persi sino a 70 centimetri

9 Ottobre 2026
GLI ULTIMI ARTICOLI
La Péla savoiarda, La Péla savoyarde (c) CC0, Benoît Prieur, Wikimedia Commons

La Péla savoiarda, l’antenata più rustica della Tartiflette

11 Ottobre 2026
Extrait du livre "En bas de la vallée" de Paolo Cognetti

“Giù nella valle” di Paolo Cognetti si immerge nel cuore di un’umanità violenta

11 Ottobre 2026
rcice Modex 2026 en Suisse début ocotbre 2026 (c) www.eu-modex.eu

La Svizzera prova la protezione civile europea, in attesa di aderire al Meccanismo

10 Ottobre 2026
Gli interni di un esercizio di vendita ad Aosta, il 10 ottobre 2026 (c) Nos Alpes

La difficile transizione di Carrefour, in Valle d’Aosta tre market in chiusura

10 Ottobre 2026
DA NON PERDERE
Gli interni di un esercizio di vendita ad Aosta, il 10 ottobre 2026 (c) Nos Alpes Economia e politica

La difficile transizione di Carrefour, in Valle d’Aosta tre market in chiusura

By Enrico Martial10 Ottobre 2026

Oltre al Carrefour di Aosta, hanno chiuso e non hanno riaperto i market di Novara in via Gnifetti e di Pinerolo in via Saluzzo

Rosazza (c) CC0, Fabio Carassio, Wikimedia Commons

Rosazza, il borgo del mistero nell’alta Valle Cervo

10 Ottobre 2026
Colle della Maddelena - Col de l'Arche (c) Szeder László, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Colle della Maddalena, lavori e orari complicati, ma transito sostenibile

30 Luglio 2026
Loup gris - Lupo grigio (c) CC BY-SA 4_0 Dfrancou Wikimedia Commons

Nuove misure di controllo del lupo in Valle d’Aosta

26 Settembre 2026
Seguici su
  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • YouTube
  • LinkedIn

Nos Alpes Le Nostre Alpi
Giornale digitale quotidiano
Editore: Agence de coopération et développement sas Sede legale e redazione : Via Sant'Anselmo 45 11100 Aosta AO (I) P.IVA IT01050350071
Inizio pubblicazione: 22 novembre 2023

ISSN 3103-8565
Nos Alpes
[sito web in aggiornamento continuo]

Testata registrata al Tribunale di Aosta n.1 - 4/10/2023

Registro degli operatori della comunicazione (ROC) n. 39954 - 28/11/2023

Nos Alpes è iscritta ANSO - Associazione Nazionale Stampa Online

Direttore responsabile: Enrico Martial

Privacy policy

Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
I più letti
Il Colle del Piccolo San Bernardo, uno dei dei colli sulle Alpi prossimo all’apertura; Le Col du Petit-Saint-Bernard, l’un des cols des Alpes qui s’apprête à la réouverture (c) CC BY-SA 3.0, Tenam2, Wikimedia Commons

Le date di apertura dei colli sulle Alpi

9 Aprile 2025
I Macchiaioli tra Italia e Francia, Macchiaioli entre Italie et France

I Macchiaioli: un ponte tra Italia e Francia

24 Febbraio 2024
Tignes et le lac, ainsi que ses immeubles - Tignes e il lago, con gli immobili e gli alloggi (c) CC BY SA 4_0 Tiia Monto Wikimedia Commons

Alloggi per lavoratori stagionali nelle Alpi, la residenza Seyjoun a Tignes

30 Agosto 2025
Gli interni di un esercizio di vendita ad Aosta, il 10 ottobre 2026 (c) Nos Alpes

La difficile transizione di Carrefour, in Valle d’Aosta tre market in chiusura

10 Ottobre 2026
Post popolari
Nice Climat Summit

Nizza ospita il primo “Nice climate summit” dedicato a clima e biodiversità

24 Settembre 2023
Tunnel del Lötschberg (Adrian Michel, CC BY-SA 3.0)

La ristrutturazione del Tunnel del Lötschberg costerà ancora di più

28 Settembre 2023
Moutier (Florian Pépellin, CC-BY-SA 3.0)

Moutier si avvicina sempre più al Cantone Giura

30 Settembre 2023
Lavoratori frontalieri, frontiera, dogana, pedaggio (CC BY-SA 4.0)

Frontalieri italo-svizzeri: dal 2024 tassazione unica e imposta sulla salute

4 Ottobre 2023
© 2026 Nos Alpes.
  • Chi siamo
  • Aderire
  • Fai un dono
  • FR
  • Log In

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

Gestisci Consenso
Utilizziamo cookie e tecnologie simili per il funzionamento del sito, le statistiche e alcuni contenuti esterni. Puoi accettare, rifiutare o scegliere le tue preferenze in qualsiasi momento.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}

Sign In or Register

Welcome Back!

Login to your account below.

Lost password?