Dopo la nomina dello scorso venerdì 7 agosto, giovedì 1° ottobre è iniziato ufficialmente il mandato a Berna di Luca Sabbatucci, il nuovo ambasciatore di Italia in Svizzera. Il mandato del diplomatico, già rappresentante dell’Italia presso le organizzazioni internazionali con sede a Parigi, giunge al termine di quello del precedessore Gian Lorenzo Cornado per raggiunti limiti di età.
Chi è Luca Sabbatucci
Nato a Roma il 5 marzo del 1963, Luca Sabbatucci si laurea con lode in Scienze politiche a indirizzo internazionale all’Università La Sapienza nel 1988 e, appena due anni più tardi, esordisce con la sua carriera diplomatica. Lungo i suoi primi anni presso il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, egli si occupa di cerimoniale diplomatico e gabinetto del ministro, salvo poi ricoprire dal 1992 un incarico presso l’Ambasciata italiana a Seul.
Dopo otto anni tra Corea del Sud e Consolato italiano di Atene, nel 2000 egli fa rientro in Italia, dove assume la responsabilità della segreteria della Direzione generale per le risorse umane. Ancora, al ruolo di vice capo missione presso l’Ambasciata italiana ad Ankara tra il 2004 e il 2008, segue la gestione delle risorse umane e finanziarie del ministero dapprima come vice e poi come direttore generale per le Risorse e l’innovazione.
Dai dossier globali al G7 e all’OCSE
Nel gennaio 2019 Luca Sabbatucci è nominato direttore generale per gli Affari globali, incarico che lo porta a seguire tanto i rapporti con Africa subsahariana, Asia e America Latina quanto la presenza italiana a organismi e forum multilaterali. Tra i dossier rientrano, oltre a tematiche legate a energia, clima, economia e finanza, anche le attività di G7 e G20, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e Agenzia internazionale dell’energia.
Nel 2022 egli è nominato capo di gabinetto del ministro degli Esteri, incarico mantenuto anche dopo il cambio di Governo da Mario Draghi a Giorgia Meloni datato del mese di ottobre. Nel novembre, invece, egli diviene rappresentante permanente presso le organizzazioni internazionali, veste nella quale egli arriva a presiedere il Comitato per le relazioni esterne dell’OCSE.
Gian Lorenzo Cornado e Luca Sabbatucci tra Svizzera e Italia
Il nuovo incarico porta ora Luca Sabbatucci a interfacciarsi con la Svizzera, con la quale l’Italia mantiene relazioni particolarmente articolate motivate da prossimità geografica, rapporti economici e commerciali e mobilità transfrontaliera. Ed è proprio a ciò che egli ha fatto riferimento nella sua prima dichiarazione, sostenendo che i due Paesi “dimostrano che un confine può non essere una linea di separazione, ma uno spazio di interdipendenza e di opportunità condivise”.
Inoltre, il nuovo mandato raccoglie l’eredità di Gian Lorenzo Cornado, la cui permanenza a Berna è stata caratterizzata anche da un momento di particolare tensione nei rapporti italo-svizzeri seguito alla tragedia di Crans-Montana. Le critiche sulla gestione delle indagini, difatti, avevano contribuito a rendere più complesso il confronto diplomatico con le autorità vallesane, richiamandolo temporaneamente in Italia nel gennaio di quest’anno.
I dossier sul tavolo
La nomina di Luca Sabbatucci ad ambasciatore di Italia in Svizzera giunge quindi in un contesto nel quale l’ambasciata italiana a Berna dovrà continuare a occuparsi di un rapporto bilaterale che comprende numerosi dossier.
Tra questi anzitutto i trasporti transfrontalieri (Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni), in seno al quale sono già stati sottoscritti accordi sul potenziamento delle infrastrutture ferroviarie. Anche migrazione e sicurezza (Dipartimento federale di giustizia e polizia) rappresentano tematiche importanti da trattare nell’ambito del sistema Dublino, insieme delle normative europee per la protezione internazionale.
Uno dei punti più delicati da affrontare sarà quello del lavoro frontaliero, reduce dalla recente approvazione di un accordo volto a risolvere le questioni fiscali ancora aperte. Legata a questo vi è anche la cooperazione transfrontaliera in settori quali ambiente, acqua, navigazione, idroelettrico, strade, ferrovie e polizia, che coinvolgono direttamente Ticino, Vallese, Grigioni in quanto Cantoni confinanti con l’Italia.
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