La mostra dedicata alla grande fotografia naturalistica internazionale è stata inaugurata lo scorso sabato 21 marzo e si chiuderà la successiva domenica 12 luglio.
Aosta
Lo scorso martedì 3 febbraio la Regione ha avviato il riconoscimento di tale nuovo strumento di sviluppo territoriale e di valorizzazione delle filiere agroalimentari.
Si tratta di una zuppa a base di fave, pasta di formato corto e formaggio a pasta dura, un tempo preparata dai contadini nelle miti serate di estate e ora divenuta uno dei simboli gastronomici della regione.
A chiusura del secondo cantiere-test sulla volta, è stato annunciato che non vi sarà alcuna nuova chiusura totale nell’autunno del 2026.
Tra emergenza sanitaria e condizioni climatiche difficili, 38 produttori partecipano al concorso dedicato a uno dei simboli della Valle d’Aosta.
Nel fine settimana tra sabato 22 e domenica 23 novembre, si svolgerà una nuova edizione del salone internazionale dedicato alla viticoltura eroica tra degustazioni, incontri tecnici e premi internazionali.
Nella giornata di sabato 15 novembre avranno luogo la 16ª edizione del Meteolab e la 7ª edizione del Climalab, con un doppio focus su ricerca e giurisprudenza tese ad affrontare la crisi della criosfera.
La pratica culinaria italiana ha ottenuto il primo parere favorevole per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Sino alla prossima domenica 3 maggio 2026, gli spazi espositivi valdostani ospitano gli scatti del fotografo naturalista, un viaggio visivo dove la natura e il cambiamento climatico si incontrano in un equilibrio sempre più fragile.
Con l’accordo di cabotaggio con autobus – per esempio tra Martigny e Aosta – si potrà salire e scendere nelle fermate intermedie
Scritto da Virginie Jean e realizzato insieme alla fotografa Alicia Coudray, il volume intreccia parole e immagini per restituire un ritratto sincero e vibrante della vita agricola di montagna.
Il workshop promosso dall’Università della Valle d’Aosta riunisce esperti, istituzioni e operatori per discutere gli effetti del cambiamento climatico e le strategie di adattamento nelle aree montane.
L’itinerario, che collega il Parco naturale del Mont Avic al Forte di Bard, è stato presentato al pubblico durante una conferenza dedicata lo scorso sabato 18 ottobre.
Lo scorso martedì 7 ottobre si è svolto a Palazzo regionale il secondo degli incontri partecipativi del progetto che mira a costruire una nuova visione di impresa alpina.













