Nati per l’industria e la medicina, gli esoscheletri stanno progressivamente entrando nella vita quotidiana delle persone in generale e negli sport di montagna in particolare. Tali strutture meccaniche e talvolta motorizzate affiancano il movimento umano per ridurre lo sforzo muscolare o limitare il carico sulle articolazioni, trovando applicazione in ambiti prima impensabili come escursionismo, corsa e sci.

Gli esoscheletri nello sport in montagna

Una parte importante degli utilizzatori degli esoscheletri per lo sport di montagna è costituita da persone che avevano dovuto ridurre o interrompere l’attività fisica a causa di problemi articolari, artrosi o affaticamento cronico. L’assistenza fornita dalla struttura, difatti, consente di diminuire l’impatto su ginocchia e schiena, prolungare la resistenza e ritrovare una maggiore continuità di movimento, senza tuttavia sostituire le dovute terapie.

Ed è soprattutto sulle piste che tali prodotti iniziano a conoscere una diffusione visibile, con modelli completamente meccanici che sfruttano sistemi di molle e leve per assorbire parte del peso del corpo e delle vibrazioni trasmesse dal terreno. Il risultato coincide con una riduzione della pressione sulle articolazioni inferiori e una minore insorgenza della fatica nel corso della giornata, ciò che li rende interessanti sia per sciatori maturi sia per professionisti come maestri e istruttori.

Dal prodotto di nicchia al mercato emergente

Sino a pochi anni fa, tali dispositivi erano considerati strumenti di nicchia ma oggi, complice anche una maggiore familiarità con le tecnologie di assistenza come nel caso delle biciclette elettriche, la percezione sta cambiando. L’idea che sia possibile praticare sport con un supporto tecnico è divenuta socialmente più accettata, favorendo l’interesse del pubblico nonostante le vendite restano limitate rispetto al numero complessivo di sportivi.

Stando ai produttori, gli esoscheletri possono contribuire indirettamente alla vitalità delle stazioni sciistiche, permettendo a una fascia di popolazione più anziana di continuare a frequentare la montagna dal punto di vista dello sport. In tale senso, la tecnologia è vista non soltanto come strumento individuale bensì come fattore di sostegno all’intero ecosistema turistico legato alla pratica sportiva e allo svago invernali.

Ski-Mojo in Alta Savoia

Una delle principali aziende produttrici di esoscheletri dedicati agli sport di montagna è Ski-Mojo, originariamente nata in Inghilterra poi acquistata da francesi e rilocalizzata a Crans-Gevrier, nelle Alpi dell’Alta Savoia. Per la linea dedicata all’assemblaggio di tali sistemo, essa si appoggia a un subfornitore che impiega lavoratori in situazione di disabilità, integrando obiettivi industriali e responsabilità sociale.

L’insediamento è stato reso possibile anche grazie a un sostegno pubblico regionale, che ha contribuito a coprire una parte rilevante degli investimenti iniziali in nuovi impianti senza penalizzazioni economiche. Il progetto si inserisce nel più ampio piano di reindustrializzazione della montagnapromosso dalla Région Auvergne-Rhône-Alpes, volto a rafforzare una produzione di prossimità e meno dipendente dalle catene globali.

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Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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