Fino al 31 gennaio 2026, la Médiathèque Valais – Martigny ospita l’installazione Sous les pierres (Sotto le pietre) di Coline Ladetto, un’opera sonora contemplativa che si presenta come un momento sospeso e che incarna l’omaggio che l’artista ha voluto rendere al villaggio di Blatten dopo la catastrofe del 28 maggio. Quel grave giorno, il ghiacciaio di Birch ha travolto quasi l’intero villaggio, e ha provocato un morto.
Una leggenda, voci e lingue
Sous les pierres è stato originariamente concepito come un’opera sonora costruita attorno a una misteriosa leggenda di montagna, raccontata e tradotta in sei lingue locali del Vallese (Briga, Blatten, Loèche, Nendaz, Savièse e Orsières).
Il progetto riunisce territori, lingue minoritarie e voci multiple, nel tentativo di far riecheggiare una memoria collettiva sepolta sotto gli strati del tempo – e della roccia, con il Rodano come fattore potente di relazione.
Quando la realtà interrompe la finzione
La grande frana di Blatten ha sconvolto il progetto. Di fronte alla catastrofe, il processo creativo si è fermato. Le voci si sono spente. La montagna improvvisamente non era più una metafora. L’interruzione è diventata ora il centro pulsante della mostra. Sous les pierres non cerca di riempire il silenzio: ci invita a percepirlo. L’installazione crea uno spazio sospeso, dove l’assenza diventa materiale artistico.
La leggenda scritta a macchina, con poco inchiostro, diventa un reperto archeologico, un frammento che sarà interpretato da futuri ricercatori. Il visitatore non ascolta una storia, ma una mancanza, un’impossibilità di dire. Dove ci saremmo aspettati una narrazione, troviamo una riflessione sulla fragilità dei territori, dei linguaggi e dei gesti artistici di fronte alla forza della realtà.
Arte, memoria e responsabilità
Sous les pierres pone una domanda fondamentale: cosa può fare l’arte quando la realtà supera la finzione? Accettando di sospendere la creazione dell’opera originale, Coline Ladetto ha compiuto una scelta forte: lasciare che la realtà trasformi la forma artistica, piuttosto che aggirarla.
La mostra diventa un luogo di memoria e di responsabilità. Ci ricorda che i paesaggi e le tracce di vita che l’uomo si lascia dietro non sono immutabili: tutto può essere inghiottito senza preavviso.
Sous les pierres offre un’esperienza sensibile e ci invita a un ascolto diverso: non del suono, ma del silenzio carico di significato. Un ascolto attento e umile di ciò che non può più essere raccontato.
L’installazione è ora una tappa del progetto. Sarà esposta a La Grenette di Sion dal 28 maggio.
LEGGI ANCHE:
A Blatten apre l’Hotel Momentum, un segno di ripresa e rilancio
