Tra sabato 31 gennaio e domenica 1° febbraio, nel cuore del quartiere Crocetta a Torino, torna visitabile il plastico ferroviario del Dopolavoro di Via Sacchi, uno dei più estesi e longevi di Italia. Lungo questo fine settimana, difatti, la sede aprirà eccezionalmente le porte al pubblico per consentire l’accesso gratuito a un grande paesaggio in miniatura animato da treni, scenari alpini e sofisticati effetti visivi.

Il plastico ferroviario di Torino

Il plastico ferroviario di Torino occupa una superficie di circa 100 metri quadrati ed è attraversato da oltre 250 metri di binari sui quali circola nel complesso una ventina di convogli diversificati. Realizzato in scala H0 (1:87), esso riproduce ambienti urbani e montani con un alto livello di dettaglio tra abitazioni, strade percorse da automobili e mezzi pubblici, impianti sciistici, uno scalo merci e installazioni militari storiche.

La sua linea principale è dotata di una grande stazione di transito a otto binari, una stazione secondaria e una stazione ombra non visibile, utilizzata per il ricovero dei convogli. Accanto al traffico passeggeri è presente uno scalo merci completo di rimesse, piattaforma girevole e aree di carico e scarico, oltre che una linea filoviaria, un sistema di auto e autobus in movimento continuo, funicolare, ovovia e seggiovia in pieno stile alpino.

La locandina (c) Dopolavoro ferroviario Torino

Qualche curiosità

Il funzionamento del plastico di Torino riproduce fedelmente l’esercizio ferroviario reale: i treni circolano in automatico rispettando segnali di blocco, mentre nelle stazioni l’intervento umano resta essenziale per manovre e instradamenti. La gestione è prevalentemente analogica, basata su corrente alternata e su una rete di trasformatori, ma è affiancata da una soluzione ibrida che consente il controllo digitale delle locomotive dotate di decoder.

Il paesaggio, interamente autocostruito su più livelli, con montagne in cartapesta, borghi alpini e micro-scene di vita quotidiana, completa una opera in continua evoluzione frutto di oltre 60 anni di lavoro volontario. Tra gli elementi più apprezzati dai visitatori figurano peraltro gli effetti atmosferici come la simulazione di un temporale con lampi e tuoni, seguita dalla comparsa di un arcobaleno.

Un progetto nato nel 1958 e cresciuto nel tempo

Le basi del plastico ferroviario di Torino risalgono, come accennato, al 1958, ma nel corso dei decenni la struttura è stata più volte ampliata e aggiornata, in particolare negli Anni Ottanta e Novanta sino a raggiungere le dimensioni attuali. A oggi è in corso una nuova fase di sviluppo che prevede l’estensione del tracciato e l’introduzione di soluzioni tecnologiche differenti, tra cui un secondo plastico progettato per la circolazione dei treni in corrente continua.

Durante le giornate di apertura, in aggiunta, l’associazione Dopolavoro ferroviario accoglierà nuovi soci e appassionati interessati a contribuire al progetto, invitandoli a iscriversi per proseguire nella costruzione della nuova struttura. Inoltre, essi potranno mettere a disposizione competenze elettriche, meccaniche, artistiche o materiale ferromodellistico e sostenere così la manutenzione del plastico storico.

Informazioni pratiche

L’apertura straordinaria del plastico ferroviario di Torino tra sabato 31 gennaio e domenica 1° febbraio prevede ingresso libero senza necessità di prenotazione con orario continuato dalle 9:00 alle 19:00 (ultimo accesso consentito alle 18:00). In caso di forte affluenza, i volontari potranno limitare la durata delle visite a circa 15 minuti al fine di garantire la rotazione del pubblico.

Al di fuori di tale fine settimana, il modello è visitabile su prenotazione e a pagamento ogni giovedì di ogni mese, con informazioni e modalità di accesso disponibili contattando la segreteria del Dopolavoro ferroviario di Torino. Nato nel secondo dopoguerra per promuovere attività culturali e sociali rivolte ai dipendenti delle ferrovie, esso è un punto di riferimento per il ferromodellismo, la divulgazione tecnica e la conservazione della memoria ferroviaria.

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Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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