Il ciclo Science Sandwich prosegue il 20 febbraio 2026 a Chamonix presso l’Osservatorio del CREA Mont-Blanc, con un incontro dedicato alle cince blu e alle relazioni tra scienza, filosofia e vita.
Una volta al mese, dalle 12:30 alle 13:30, il pubblico è invitato a portare il proprio pranzo all’Osservatorio del Monte Bianco, situato al 67 lacets du Belvédère a Chamonix.
Questi incontri offrono uno scambio diretto con ricercatori che lavorano in ambiente montano. Il formato breve mira a rendere accessibili i recenti lavori scientifici, favorendo al contempo la discussione con il pubblico in un contesto informale.
Il CREA Mont-Blanc, che conduce ricerche in ecologia alpina e progetti di scienza partecipativa, conferma il suo approccio aperto tra vita, osservazione sul campo e dialogo tra discipline scientifiche e scienze umane.
Le cinciarelle come punto di partenza
Il prossimo incontro si terrà il 20 febbraio 2026. Riunirà Claire Doutrelant, direttrice di ricerca al CNRS, specialista in ecologia evolutiva e comportamentale, e Clara Poirier, dottoressa in filosofia dell’ambiente.
Partendo dai loro rispettivi lavori, proporranno un’esplorazione del mondo delle cinciarelle, concentrandosi sul loro corpo, sul loro rapporto con lo spazio e il tempo, nonché sulle loro interazioni con altre specie, compresi gli esseri umani.
L’obiettivo dichiarato è quello di incrociare i punti di vista scientifici e filosofici al fine di restituire, per quanto possibile, il modo in cui questi uccelli abitano il loro ambiente.
L’incontro si presenta come un invito a cambiare prospettiva e a interrogarsi sui limiti della nostra comprensione del vivente, senza ricorrere a un discorso militante o prescrittivo.
L’incontro di gennaio sulla crisi della biodiversità
Il precedente Science Sandwich si è tenuto giovedì 8 gennaio 2026. Era dedicato alla quantificazione della crisi della biodiversità e alle controversie scientifiche ad essa associate.
Maëlys Boënnec ha presentato il suo lavoro di tesi, situato all’incrocio tra le scienze ecologiche, le scienze sociali e le questioni politiche della conservazione.
In apertura sono stati ricordati alcuni dati ampiamente diffusi in letteratura: in meno di cinquant’anni, la dimensione media delle popolazioni di vertebrati terrestri sarebbe diminuita del 73% e oltre 44.000 specie sono oggi minacciate di estinzione sulle 157.000 iscritte nella lista rossa dell’IUCN. Secondo l’IPBES, circa un milione di specie sarebbero a rischio di estinzione su scala mondiale.
L’incontro ha tuttavia messo in luce alcuni recenti lavori che propongono una lettura più sfumata di queste tendenze, mettendo in discussione gli indicatori utilizzati, i set di dati mobilitati e i modelli matematici impiegati nella macroecologia. Questi dibattiti vanno oltre il quadro strettamente scientifico e sollevano la questione degli effetti sociali e politici dei discorsi sul collasso della vita.
La discussione ha riguardato il ruolo degli scienziati nella sfera pubblica e le condizioni per una scienza aperta e accessibile. Un testo di approfondimento, intitolato “Et le monde devint silencieux” (E il mondo divenne silenzioso), è stato poi pubblicato sul sito web del CREA Mont-Blanc per approfondire queste questioni.
LEGGI ANCHE : Ci sono più cinghiali perché aumentano le ghiande, dice il CREA di Chamonix
