L’incendio del memoriale allestito per le vittime del rogo di Capodanno a Crans-Montana ha richiamato l’attenzione sulla cultura e sull’abitudine ai controlli antincendio.
Il fuoco si è sprigionato circa alle 6 del mattino di domenica 8 febbraio, verosimilmente da una delle candele collocate all’interno della tenda che ospitava oggetti commemorativi. Le autorità escludono al momento l’origine dolosa, e hanno recuperato il libro delle condoglianze.
L’evento ha da subito acquisito un ruolo simbolico: si trattava di candele lasciate accese nella notte, senza sorveglianza.
Chiusura il 5 febbraio dell’Hotel du Golf a Crans, fuori norma almeno da agosto 2025
L’episodio si inserisce in un contesto già complicato. L’Hotel du Golf, struttura storica di Crans, è stato chiuso il 5 febbraio, per decisione comunale a causa della mancata conformità alle normative sulla sicurezza e dopo un ennesimo sopralluogo, avvenuto il giorno precedente, il 4 febbraio.
Anche in questo caso il procedimento è interessante: un’ispezione aveva rivelato già il 4 agosto 2025 il mancato rispetto di norme di sicurezza antincendio. Dopo vari solleciti a realizzare lavori, secondo il comunicato stampa municipale, il 16 dicembre 2025 il Comune di Crans-Montana aveva dato ancora una proroga, al 15 gennaio 2026, senza impatto economico per il periodo turistico ma con i relativi rischi per gli ospiti per le vacanze natalizie.
Venti giorni dopo la scadenza del 15 gennaio, e nel clima del dopo disastro del Constellation, solo il 5 febbraio il comune ha imposto la chiusura dell’hotel, con gli ospiti ricollocati in altre strutture.
Parallelamente, come ha osservato il Nouvelliste, il comune di Crans-Montana ha però ritirato dalla disponibilità cinque propri spazi pubblici (anche in locazione per incontri, feste, eventi) su diciannove, in attesa delle verifiche antincendio e della revisione dei limiti di capienza.
I primi controlli interni avrebbero evidenziato lacune nella sorveglianza tecnica dei locali e la mancanza di tracciabilità nei rapporti annuali richiesti dalla normativa cantonale.
Un problema cantonale ?
Il cantone Vallese ha confermato di non aver ricevuto rapporti d’ispezione recenti per il bar Le Constellation, teatro dell’incendio della notte di Capodanno che ha causato la morte di 41 persone, in gran parte giovanissimi. L’assenza di controlli sistematici viene attribuita a disfunzioni amministrative e a una gestione irregolare dei dati.
Le autorità giudiziarie hanno avviato un’inchiesta penale anche nei confronti di un ex responsabile comunale della sicurezza di Crans-Montana, che non risulterebbe in possesso di una formazione tecnica certificata in materia di prevenzione incendi. Un dibattito riguarda anche il ruolo del Cantone, in materia di vigilanza sui Comuni e accompagnamento nella prevenzione e nei controlli.
Una legislazione inapplicabile, secondo i comuni del distretto di Sierre
D’altra parte, con una lettera inviata il 2 febbraio alla direzione del Dipartimento cantonale, la Conferenza dei presidenti (cioè dei sindaci) del distretto di Sierre — di cui fa parte Crans-Montana — ha sottolineato l’impossibilità, per i comuni, di eseguire ogni anno tutti i controlli antincendio previsti dalla legge cantonale. Il testo della lettera, visto da Le Temps e confermato dalla RTS, precisa che non è solo questione di risorse, ma di un «perimetro troppo esteso».
Sullo sfondo, vi è una differenza tra normativa europea e quella svizzera, con alcuni ambiti in cui quelli elvetici sono più avanzati, e altri in cui occorrono aggiornamenti e riforme. La stessa Associazione svizzera delle assicurazioni ha chiesto una revisione della legge sulla prevenzione e il contrasto agli incendi.
La televisione RTS ha dedicato un reportage all’aumento delle vendite dei dispositivi antincendio in Svizzera dopo Crans-Montana. Per uno dei fornitori, le vendite sono aumentate di otto volte. Anche le assicurazioni sono coinvolte. Una grande azienda di assicurazioni di Berna ha messo in linea in una piattaforma (eureka.ch) delle informazioni sulle misure antincendio, e un elenco di ditte e di consulenti di supporto.
Le tensioni tra Italia e Svizzera, tra buona educazione olimpica e questioni irrisolte
Dopo le tensioni registrate tra Italia e Svizzera sulla conduzione dell’inchiesta (mancate autopsie, ritardi nell’arresto e poi rilascio su cauzione del proprietario del Constellation, registrazioni video perse), si rileva qualche cortesia, sullo sfondo però di problemi irrisolti.
Il consigliere federale Guy Parmelin, a Milano per i Giochi olimpici, ha incontrato per i saluti di rito il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, e la presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni. La stretta di mano era in qualche modo obbligata dal contesto, e lo stesso Parmelin si è mantenuto in un registro sportivo nei suoi contatti con la stampa.
L’11 febbraio, se la data non è cambiata, o nei giorni seguenti, dovrebbe intanto esserci un incontro tra rappresentanti della procura di Roma e della procura di Sion, come era stato annunciato dall’ambasciatore svizzero in Italia.
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