Osservare Annecy con gli occhi di Prosper Dunant, architetto e pittore profondamente legato alla storia e alla trasformazione urbana della città, diviene possibile grazie alla mostra allestita al Musée-Château. “La metamorfosi di Annecy nel XIX secolo” utilizza difatti la produzione artistica e la vicenda famigliare dell’artista per osservare da vicino un secolo nel quale la città cambia profondamente il proprio volto.
Visitabile sino alla prossima domenica 26 ottobre, l’esposizione è aperta tutti i giorni tranne il martedì, sino alla fine del mese di settembre dalle 10:30 alle 18:00 e per tutto il mese di ottobre dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 17:30.
Annecy e Prosper Dunant
“La metamorfosi di Annecy nel XIX secolo” rende le opere di Prosper Dunant una sorta di punto di osservazione sulla trasformazione del territorio e delle trasformazioni che vi intercorrono all’avvento della modernità. Accanto a dipinti, disegni e progetti architettonicitrovano spazio mappe, fotografie, documenti e testimonianze di archivio per un totale di più di 150 opere.
Uno dei fili conduttori più intriganti dell’esposizione resta però la corrispondenza della famiglia Dunant, nella quale la città appare ancora legata alla tradizione poi progressivamente connessa alla rete ferroviaria e al turismo. I documenti offrono peraltro uno spaccato intimo e ironico sulla vita quotidiana dell’epoca, oltre a testimoniare grandi eventi come l’annessione della Savoia alla Francia (1860) e l’arrivo della ferrovia (1866).
Dalla città sabauda alla Francia
Per comprendere la metamorfosi di Annecy di cui Prosper Dunant è stato uno dei più prolifici testimoni occorre tornare all’inizio dell’Ottocento, quando la città appartiene al Regno di Sardegna. Dopo la parentesi dell’occupazione francese esordita con la Rivoluzione, la Savoia torna difatti sotto la dinastia sabauda nel 1815 e la popolazione cittadina cresce rapidamente.
L’industrializzazione non giunge dunque improvvisamente con l’ingresso nella Francia napoleonica di Napoleone III bensì si sviluppa per gradi soprattutto lungo il Thiou, il corso di acqua che attraversa il centro storico. Nel corso dell’Ottocento si moltiplicano poi manifatture, officine e attività legate all’acqua, riguardo alle quali gli archivi dipartimentali conservano ancora oggi numerosi documenti.
Il 1860 e la ferrovia
Due date segnano in modo particolare la storia raccontata dalla mostra “La metamorfosi di Annecy nel XIX secolo”, ovverosia il 1860, l’annessione della Savoia alla Francia, e il 1866, anno dell’avvento della ferrovia ad Annecy.
Il nuovo collegamento ferroviario riduce l’isolamento della città e modifica progressivamente anche il rapporto con il lago, dando corda ai primi esordi della sua vocazione turistica. La maggiore facilità degli spostamenti favorisce difatti l’arrivo di visitatori, artisti e viaggiatori e contribuisce alla crescita delle strutture destinate all’accoglienza, trovando posto nell’economia locale tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
Le lettere dentro la grande storia
Uno degli elementi più interessanti dell’esposizione è la scelta di affiancare alla documentazione storica la dimensione privata, formata da circa 700 lettere della famiglia Dunant. Esse restituiscono così la fotografia di una Annecy fatta di rapporti famigliari, preoccupazioni, spostamenti e commenti sugli avvenimenti contemporanei oltre il punto di vista politico o economico.
Tra gli episodi affrontati compare anche la crisi del 1848, primo impatto economico, istituzionale e di tensione di frontiera causato dalla Rivoluzione francese e dalla Prima guerra d’indipendenza italiana proclamata da Carlo Alberto. La mostra segue inoltre le vicende dei figli di Prosper, Camille, avvocato e figura impegnata nella vita pubblica locale, e Clotilde, pittrice formata dal padre e successivamente a Parigi che ha contribuito alla fondazione dell’Ufficio del turismo.
Una città che scopre anche il proprio patrimonio
Il cambiamento di Annecy nell’Ottocento riguarda alfine il modo stesso in cui la città guarda alla propria storia, in una progressiva crescita dell’attenzione verso edifici e paesaggi del passato. È un processo che coinvolge lo stesso castello che oggi ospita la mostra, una antica fortezza medievale che domina il centro storico, ex residenza dei conti di Ginevra e dei duchi di Genevois-Nemours.
Dopo la trasformazione in caserma nell’Ottocento, alla fine del secolo si sviluppano iniziative per tutelarne il valore storico, in particolare la fusione tra elementi difensivi medievali ed eleganza dell’architettura rinascimentale. Anche il Palais de l’Île, altro simbolo di Annecy, rischiò invece la demolizione prima di essere classificato monumento storico nel 1900, in una sospensione tra modernizzazione e riscoperta della propria identità.
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