A Nizza è in vigore dal 19 ottobre un coprifuoco per i minorenni dalle 21 alle 6, e fino alla mattina di lunedì 26 ottobre. La misura interessa il centro, la città vecchia, il quartiere Trachel e la Gare du Sud, dopo le violenze e i saccheggi del fine settimana del 17 e 18 ottobre. Anche Lione ha adottato restrizioni notturne, mentre a Marsiglia sono stati vietati raduni e manifestazioni.
I provvedimenti si inseriscono nella risposta ai disordini che hanno accompagnato le proteste del 17 ottobre e dei giorni seguenti. Intanto, anche in Italia, dopo gli scontri di Milano e Torino, che hanno prodotto sensazione e stupore per la presenza di molti minorenni, oltre a misure restrittive iniziano le analisi sul ruolo delle campagne nei social media, e su possibili influenze esterne.
A Nizza, restrizioni fino al 26 ottobre
Il sindaco di Nizza, Éric Ciotti, ha annunciato il coprifuoco d’accordo con la prefettura delle Alpes-Maritimes. Ciotti ha preso atto del fatto che le restrizioni riguardano tutti, anche i giovani che vivono la città in modo pacifico, ha sottolineato il carattere temporaneo del provvedimento e la necessità di prevenire nuovi incidenti.
Nelle misure sono compresi altri divieti adottati della prefettura e che riguardano, fra l’altro, il materiale pirotecnico, il trasporto di carburante in piccoli contenitori e gli oggetti utilizzabili come armi, e questo fino al 25 ottobre alle ore 23. Nel bilancio delle proteste, la prefettura delle Alpi marittime ha contato una quindicina di esercizi commerciali danneggiato o saccheggiati sabato 17 ottobre.
Il procuratore della Repubblica di Nizza, Damien Martinelli, ha indicato che fra le 85 persone poste in stato di fermo dopo gli eventi di sabato c’erano 40 minorenni. La manifestazione contro il carovita aveva riunito circa 3.800 persone, e vi è stato un gruppo di circa 150 persone direttamente implicate nelle violenze.
A Lione il coprifuoco riguarda anche gli adulti
Le misure adottate nelle città francesi hanno perimetri, orari e destinatari differenti: si tratta peraltro di misure non nuove e sperimentate in passato in modo molto localizzato, solo per pochi giorni e per fasce di età da alcuni sindaci in quartieri problematici. Vi fu una esperienza su scala nazionale in occasione delle rivolte del 2005, ma sempre in modo localizzato e temporaneo.
In questi giorni, a Lione, nella Presqu’île, un coprifuoco vietava la presenza e la circolazione sulla strada pubblica dalle 21 di lunedì 19 alle 6 di martedì 20 ottobre, nel settore fra l’Hôtel de Ville e place Carnot.
La restrizione riguardava anche gli adulti, con deroghe per il rientro a domicilio, esigenze sanitarie e familiari e alcune attività professionali. Nello stesso settore erano stati vietati manifestazioni, cortei e raduni dalle 18 alle 21 di lunedì.
A Marsiglia è stato invece disposto un divieto di raduni e manifestazioni, mentre coprifuoco localizzati ad alcune zone sono stati adottati anche a Parigi e in alcune città del Nord della Francia.
Nella mattinata del 20 ottobre, il premier Sébastien Lecornu ha annunciato nuovi coprifuoco localizzati per la sera, dove necessari, lasciando le decisioni ai prefetti d’intesa con i sindaci. Al momento non risultano confermate ulteriori restrizioni notturne a Lione né provvedimenti analoghi a Chambéry, Grenoble e Annecy.
A Chambéry, il 19 ottobre molti sindaci dell’agglomerazione e del massiccio dei Bauges, parlamentari e cittadini si sono riuniti davanti al municipio, in un momento di solidarietà dopo le violenze di sabato, che hanno colpito anche le loro comunità.
In Italia, i giovanissimi e la mobilitazione sui social
Gli scontri di Milano e Torino hanno aperto in Italia un vasto dibattito sulla capacità di prevedere e comprendere queste mobilitazioni, e sulle misure da adottare. Le ricostruzioni in corso descrivono giovanissimi che seguono i flussi degli eventi attraverso i social, anche in relazione con sigle, profili e organizzazioni prima non conosciute, in un contesto in cui è difficile individuare interlocutori e anticipare i comportamenti.
Le dirette online sono state utilizzate per seguire spostamenti, fughe e attacchi, in una dinamica di emulazione e ricerca di visibilità anche attraverso i video.
Tra le nuove misure di sicurezza, si parla dell’invio di altri 500 militari a Milano, e si descrivono possibili misure contro la violenza minorile.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiede di approfondire le origini
Nel frattempo, il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, il 19 ottobre a Imperia all’Assemblea nazionale delle Province, oltre a condannare le violenze e chiesto «un’analisi intelligente e approfondita», insieme a un’attenta vigilanza. Ha richiamato in particolare il carattere inatteso degli episodi e il coinvolgimento di soggetti nuovi.
Su questi interrogativi si è innestato un dibattito su possibili influenze esterne, ed è un tema ricorrente anche per altri gravi episodi recenti in Europa, dalla Spagna alla Romania. La Stampa riferisce di sospetti tecnici su una regia russa e interpreta in questa direzione anche le parole del Quirinale, mentre Open riprende il tema nel quadro della guerra ibrida.
Il senatore Enrico Borghi, di Italia Viva e componente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), ha anche lui sollevato il dubbio che qualcuno possa aver contribuito a innescare o incanalare le violenze, sottolineando il ruolo di Telegram e TikTok nella mobilitazione, ma senza concludere su una possibile regia russa.
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