Più di 160 opere di Victor Brauner, da una collezione privata monegasca, sono esposte per la prima volta al pubblico a Villa Paloma, al Nouveau Musée National de Monaco.
L’Aventure magique, curata da Camille Morando, sarà aperta fino all’inizio di gennaio. Presenta quarant’anni di Victor Brauner nella pittura, disegno e scultura, dagli esordi romeni degli anni Venti alle ultime opere degli anni Sessanta. Si possono vedere anche dieci oggetti d’arte extraoccidentale – come dice il catalogo – appartenuti a Brauner.
La collezione appartiene all’imprenditore monegasco Patrice Pastor, che scoprì alla fine degli anni Novanta un quadro di Brauner nella raccolta del padre Victor. Da allora ha continuato ad acquistare opere, son il sostegno del gallerista Samy Kinge, come raccontava Le Monde.
Figure, animali e oggetti
Nato in Romania nel 1903 e morto in Francia nel 1966, Brauner passò attraverso le avanguardie di Bucarest per poi avvicinarsi, nel 1933, al gruppo surrealista di André Breton. Nei suoi lavori si trovano mitologie, tradizioni esoteriche e immagini delle civiltà antiche, insieme a corpi umani, animali e forme inventate che condividono lo stesso spazio.
Per esempio, in Repas de la Somnambule, dipinto nell’agosto 1942, una figura femminile dai capelli rossi incontra una creatura simile a un pesce dentato. In altre opere successive, tra cui La Leçon del 1956 e Outil spirituel II del 1958, le figure diventano più essenziali.
Gli oggetti provenienti da Africa, Oceania e Messico fanno parte delle raccolte dell’artista e si ricollegano a queste visioni e a questo immaginario. Sono interessanti da vedere e da confrontare con la pittura e lo sguardo di Brauner: sono custoditi e ora prestati dal Musée d’art moderne et contemporain di Saint-Étienne Métropole.
Negli anni della guerra, il rifugio nelle Alpi
Brauner visse dal marzo 1942 all’aprile 1945 nelle Alte Alpi, dove nell’estate del 1943, a Celliers-de-Rousset, mise a punto il «disegno alla candela». La scarsità di materiali durante la guerra lo aveva indotto a lavorare con carta, cartone e legno, usando cera, inchiostro e mordente di noce.
Strofinava una candela sul supporto, stendeva l’inchiostro diluito, incideva la superficie e raschiava la cera. Il procedimento faceva emergere linee e figure, con un tratto più ruvido e semplificato. Brauner attribuiva a queste immagini anche un valore protettivo, simile a quello di un talismano: le sue lettere e i suoi appunti raccontano quei momenti di vita e come è nata questa tecnica .
L’occhio perduto e le premonizioni surrealiste
Nel 1931 Brauner si dipinse con un occhio ferito e poi, sette anni dopo, nel 1938, perse realmente un occhio in un incidente. I surrealisti vi videro una coincidenza che collegavano al loro modo di intendere il caso e le premonizioni, e l’episodio contribuì alla fama di Brauner come artista visionario.
La mostra è accompagnata da un catalogo in francese e inglese, pubblicato da Hatje Cantz, con saggi, documenti e una conversazione fra Pastor, Kinge e Morando.
Villa Paloma si trova al 56 di boulevard du Jardin Exotique, e il museo apre dalle 10 alle 18, e attenzione, la domenica l’ingresso è gratuito.
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