A Paroldo, in Alta Langa, sabato 7 novembre 2026, la Veglia della Bagna Cauda apre le porte delle case, e si mangia insieme. È l’Estate di San Martino, con un programma da venerdì 6 a domenica 8 novembre, tra racconti di masche, visite all’ecomuseo, tartufi, passeggiate e bagna cauda.
Sulle alture sopra Ceva, nel Cuneese, ci sono crinali, piccoli nuclei abitati e pascoli, e si arriva agli 806 metri alla Pedaggera, quindi non molto in alto. Era però una via di commercio, di qui passava la via magistra Langarum, tra le attuali Piemonte e Liguria. La strada di fondovalle verso Ceva arrivò soltanto nel 1887 e il paese è vissuto per secoli tra percorsi di cresta, attività agricole, allevamento e bagna cauda.
Si trova infatti perché nell’asse del commercio del sale, e quindi anche delle acciughe che arrivavano dal mare e con cui si prepara il piatto.
Una veglia nelle case, ma con la bagna cauda
La bagna cauda viene servita nelle case, cioè nelle abitazioni private che vengono aperte dalle famiglie per l’occasione, e in altri locali messi a disposizione. Dal 2004, i luoghi della bagna cauda di Paroldo sono riconosciuti con una denominazione comunale, la De.Co., una sigla che, va detto, è di poca fantasia.
La cena di sabato inizia alle 20, e ovviamente c’è musica e teatro. Alle 23 si va nella borgata Cavallini per le caldarroste e per cantare. E’ un momento molto bello che con il tempo ha costretto a introdurre una specie di numero chiuso, con un limite di 1000 persone. I posti sono da tempo esauriti, per quanto vi sia una lista d’attesa, ma ci sono altre occasioni per il fine settimana, a partire dalla Cena delle Masche nei ristoranti, venerdì 6 novembre al pranzo di San Martino, domenica 8 novembre.

Le masche, tra racconti e luoghi
Le masche appartengono alla tradizione orale piemontese, e i racconti popolari attribuivano loro poteri, dispetti e capacità di intervenire nella vita di tutti i giorni. Romano Salvetti ha svolto un lavoro di salvaguardia e valorizzazione del loro ricordo, che si trova anche negli archivi dei Granai della Memoria, con testimonianze sulle masche drole e sulla nascita della festa della bagna cauda.
Il tema è vicino a quello delle streghe di Triora, raccontate da Giorgia Gambino in Nos Alpes il 31 ottobre scorso. A Triora si ricordano i processi del 1587–1589 e la memoria che è rimasta, qui il tono è più leggero e magico, legato ai luoghi e alle leggende.
Un Sentiero delle Masche per circa due chilometri tocca la borgata Cavallini, San Sebastiano, i resti del castello con altri punti del villaggio, ed è un passeggiata da fare. Inoltre, sabato alle 15.30, nella Confraternita di San Sebastiano, l’incontro “Fascinum” parla del tema femminile, appunto tra magia e sapienza.
La pecora delle Langhe e la domenica della fiera del tartufo
Ai Cavallini, tra case in pietra, balconi di legno e vecchi pozzi, si può visitare l’Ecomuseo della Pecora delle Langhe, inaugurato nel 2021. Alcuni edifici sono stati acquistati e recuperati dal Comune, con ambienti di lavoro e vita domestica. Al piano terreno si trovano gli strumenti dell’ovile, ai piani di sopra gli oggetti delle abitazioni, la lana e le testimonianze della lavorazione del latte.
Domenica 8 novembre si svolgono poi, oltre alle visite all’ecomuseo, varie attività con la Fiera del Tartufo e della Pietra di Langa. Ci sono passeggiate con il CAI di Ceva, esercizi di ricerca del tartufo e la mostra fotografica di Bruno Murialdo, “Trifolao in Bianco e Nero”. Poi, al Belesì, “La festa, le case, le persone” raccoglie invece i ricordi degli anni passati delle Veglie della bagna cauda.
Ma soprattutto, e vi basti l’elenco, sempre domenica alle 12.30, il pranzo di San Martino porta su un’unica tavola le specialità preparate dalle associazioni: bagna cauda, antipasti e formaggi di Paroldo, polenta saracena con sugo di porri di Valcasotto, ravioli di Ceva, zuppa di ceci di Nucetto, porchetta e patate di Lesegno e torta di castagne con cioccolata calda di Sale San Giovanni.
LEGGI ANCHE: Sulle tracce delle streghe di Triora, in Liguria








