Aurelio Marguerettaz è stato eletto dal Consiglio Valle come Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta. Il voto è avvenuto alla sera di giovedì 5 novembre 2026, alle 21, dopo un il discorso iniziato poco dopo le nove del mattino. Marguerettaz ha ottenuto 21 voti, uno in più dei 20 consiglieri della maggioranza, 9 schede bianche e una nulla, mentre tre voti sono andati a Erik Lavevaz. Anche l’elezione del governo si è conclusa con gl istessi numeri, e 21 voto a favore su 35. I
l dibattito si è concluso in una giornata, meno delle attese. I contenuti degli interventi, e le aperture dello stesso presidente al lavoro con le opposizioni, indicano un clima relativamente sereno per l’avvio del nuovo governo regionale. Il dibattito ha per lo più evitato di toccare i temi dell’agenda politica e amministrativa che pur si ritrovano nel discorso di Marguerettaz, creando così un contesto di credito per il governo e il presidente, salvo poi attenderlo nei prossimi mesi sui diversi dossier.
La 36ª Giunta regionale della Valle d’Aosta, oltre che da Marguerettaz ha quasi la stessa composizione della precedente, ma con l’ingresso di Laurent Viérin in sostituzione di Luigi Bertschy. Ci sono Giulio Grosjacques (UV), Vicepresidente e Assessore al turismo, sport e commercio; Leonardo Lotto (CA), affari europei, innovazione, PNRR, politiche nazionali per la montagna e politiche giovanili; Speranza Girod (UV), agricoltura e risorse naturali; Mauro Baccega (FI), bilancio, finanze, patrimonio e politiche creditizie; Erik Lavevaz (UV), istruzione, cultura e politiche identitarie; Davide Sapinet (UV), opere pubbliche, territorio e ambiente; Carlo Marzi (CA), sanità, salute e politiche sociali; Laurent Viérin (UV), sviluppo economico, formazione, lavoro, trasporti e mobilità sostenibile.
Il discorso di Marguerettaz
Riproduciamo integralmente il discorso pronunciato da Aurelio Marguerettaz all’inizio del dibattito. La prima parte ha carattere generale, con un suo stile e una sua penna, mentre segue una parte più amministrativa ed esecutiva, pragmatica e meno incline ai temi dell’introduzione. E’ un discorso che da un lato posiziona il governo sul piano politico, nei rapporti in Europa, sul piano nazionale, sui temi della democrazia, della francofonia, dei territori alpini vicini e soprattutto della vita in montagna, dove le politiche che vanno adattate, insieme al metodo.
Dall’altro, tocca diversi temi amministrativi, e si notano frequenti richiami all’occupazione su dossier che hanno impatti maggiori su altri settori. È un modo per non approfondire ancora scelte che sono in elaborazione o ancora da adottare. Si sono notate anche alcune novità, che ritroverete nel testo, per esempio sulla distribuzione delle attività commerciali sul territorio – non esiste una normativa regionale al riguardo – tenuto conto il loro difficile accesso nelle valli e nei paesi in quota. Ci sono alcune assenze, come sulla ferrovia Aosta Prè-Saint-Didier, o passaggi di carattere generale e con accenni da comprendere, come sul traforo del Monte Bianco.
il discorso è stato pronunciato in lingua francese e in lingua italiana, e purtroppo nel testo che di proponiamo questo elemento si perde, insieme al clima politico e culturale che l’accompagna. Abbiamo indicato quali parti sono state pronunciate nelle due lingue
(prima parte del discorso in originale in lingua francese, qui tradotta)
Signor Presidente del Consiglio,
Signore e Signori Consiglieri,
Cari Valdostani,
La Valle d’Aosta è una regione bilingue e di alta montagna. Questa realtà è un’evidenza. Si legge nei nostri paesaggi, nelle lingue che parliamo, nella nostra storia e nella vita quotidiana delle nostre comunità. Determina anche bisogni particolari, distanze da superare, servizi da preservare e costi che le sole dimensioni della nostra popolazione non permettono di misurare.
La nostra autonomia trova la sua ragion d’essere in questa realtà. Ci dà i mezzi per assumere direttamente la responsabilità delle scelte che riguardano il nostro territorio e il futuro del nostro popolo di montagna.
Dobbiamo tuttavia riconoscere con lucidità che oggi non tutti considerano l’autonomia come un valore. Alcuni se ne allontanano, altri si interrogano sulla sua utilità, altri ancora non vedono più chiaramente ciò che essa apporta alla loro vita. Dobbiamo ascoltare questi interrogativi e rispondervi con la qualità della nostra azione.
Una delle sfide di questo Governo sarà proprio rendere visibile, attraverso risultati concreti, ciò che l’autonomia permette di fare per i Valdostani. Una scuola che rimane aperta in una valle, cure accessibili, una famiglia che trova un alloggio, un’impresa che può investire e un giovane che sceglie di vivere qui danno un senso tangibile alle nostre competenze e alle nostre responsabilità.
I Valdostani devono poter riconoscere nelle risposte delle loro istituzioni i benefici di un’autonomia ben esercitata. Sta a noi darne dimostrazione, con serietà, utilizzando le risorse pubbliche con rigore e rendendo conto dei risultati ottenuti.
Valorizzare la nostra autonomia significa anche aprirci al dialogo. Vogliamo intrattenere con lo Stato relazioni fondate sulla lealtà istituzionale, sul rispetto reciproco e sulla ricerca di soluzioni. La leale collaborazione esige che ciascuno riconosca le competenze e le responsabilità dell’altro, così come le particolarità che il nostro Statuto speciale protegge.
In questo spirito, rivolgo un invito a tutti i gruppi politici che fanno riferimento a partiti nazionali, che siedano nella maggioranza o nell’opposizione. Le vostre relazioni con i responsabili nazionali possono essere una risorsa importante per la Valle d’Aosta. Vi chiedo di metterle al servizio della nostra regione, per far comprendere e sostenere le richieste dei Valdostani, difendere le nostre competenze e ottenere risposte adatte alla montagna.
Su queste questioni, possiamo lavorare insieme, nel rispetto delle nostre differenze. La difesa degli interessi della nostra comunità deve poter trovare una voce forte presso il Governo e il Parlamento italiani. Deve anche alimentare la nostra presenza in Europa e la nostra cooperazione con i territori alpini vicini.
A questo proposito, desidero anche richiamare l’attenzione sulle prospettive che si delineano in vista delle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento italiano. Le modifiche previste rischiano di trasformare le condizioni di questo appuntamento democratico. Con umiltà, invito ciascuna e ciascuno di noi a far passare gli interessi dei Valdostani prima degli interessi di partito. Avremo, naturalmente, occasione di discuterne insieme.
Il bilinguismo, la cultura francofona, il francoprovenzale e le lingue della comunità walser fanno parte di questa ricchezza. Il loro futuro dipende dal posto che occupano nella scuola, nelle istituzioni e nella vita di tutti i giorni. Abbiamo il dovere di trasmetterli e di permettere alle nuove generazioni di viverli come una possibilità di apertura e di incontro.
Il nostro bilinguismo ci offre anche una grande possibilità di allacciare relazioni con il mondo della Francofonia. La recente apertura alla nostra partecipazione all’Organizzazione internazionale della Francofonia, l’OIF, rafforza i legami che intratteniamo da molti anni nell’ambito dell’Assemblea parlamentare della Francofonia, l’APF. Queste relazioni ci danno accesso a esperienze e competenze preziose per il futuro della nostra regione.
La Francofonia costituisce anche un punto di forza per la nostra economia. La Valle d’Aosta occupa una posizione privilegiata, all’incontro tra gli spazi italiano e francofono. Questo ruolo di collegamento ci permette di valorizzare le nostre specificità, facendo al tempo stesso conoscere il saper fare e i prodotti del «made in Italy», particolarmente apprezzati all’estero. Al pubblico italiano, la nostra regione offre anche la scoperta di un territorio le cui tradizioni e la cui cultura suscitano interesse e meritano di essere meglio conosciute.
La valorizzazione e la trasmissione del nostro patois danno a questa singolarità un’espressione viva e autentica. La nostra lingua permette di comprendere il legame che unisce gli abitanti al loro territorio e rende credibile un’identità che i visitatori possono scoprire negli incontri e nella vita delle nostre comunità.
Lo constatiamo in occasione di manifestazioni come Maison&loisir, ad Aosta: negli stand, si sente parlare ampiamente francese, perché visitatori provenienti dalla Francia e dalla Svizzera vi si recano per scoprire il saper fare e l’eccellenza dei nostri artigiani e dei nostri commercianti. Alla Foire du Valais, a Martigny, anche gli stand valdostani suscitano un vivo interesse e attirano numerosi visitatori. Questi scambi illustrano il valore concreto della nostra apertura sul mondo francofono. La Francofonia rappresenta così per noi una grande possibilità di sviluppo culturale ed economico, che dobbiamo continuare a coltivare.
Questi scambi sono tanto più indispensabili in quanto il mondo nel quale abbiamo vissuto fino a oggi si sta trasformando profondamente. Basta pensare ai cambiamenti che l’intelligenza artificiale apporterà ai nostri modi di lavorare, ai nostri servizi pubblici e ai processi decisionali. Il crescente utilizzo delle tecnologie apre possibilità considerevoli, ma ci espone anche a rischi che dobbiamo saper anticipare.
Anche una piccola regione come la nostra può essere interessata dalle minacce ibride, che si tratti di attacchi informatici, disinformazione o tentativi di destabilizzazione. Dobbiamo garantire la sicurezza dei nostri dati, la protezione delle informazioni e la continuità dei servizi essenziali. Di fronte a minacce di questa portata, le nostre sole forze rischiano di non bastare: abbiamo bisogno di cooperazione, di competenze condivise e di reti di fiducia.
Affrontare queste questioni anche con i nostri partner della Francofonia ci permette di ampliare il nostro orizzonte internazionale, di confrontare le nostre esperienze e di orientare meglio le nostre scelte. A complemento della cooperazione con lo Stato e con le istituzioni europee, questi legami possono aiutarci a cogliere le possibilità offerte dall’innovazione e a proteggere meglio la nostra comunità.
È con questa convinzione, e con la consapevolezza delle responsabilità che ci attendono, che presento oggi a questo Consiglio la proposta di Governo.
(nell’originale in lingua italiana)
Signor Presidente del Consiglio,
colleghe e colleghi Consiglieri,
ringrazio per la fiducia i colleghi del gruppo dell’Union Valdôtaine, il mio movimento di appartenenza da ormai 40 anni, le forze della maggioranza. Accolgo questa indicazione con spirito di servizio e con la consapevolezza che il compito affidatomi richiede ascolto, equilibrio e un lavoro condiviso.
Rivolgo un ringraziamento a Renzo Testolin per il lavoro svolto alla guida della Regione e a Luigi Bertschy per l’impegno profuso nelle sue responsabilità di governo. Con entrambi ho lavorato nei governi del passato e ho avuto modo di apprezzarne la serietà e la capacità di lavoro. Il riconoscimento del loro impegno si accompagna al pieno rispetto delle decisioni della magistratura e delle conseguenze che ne derivano per le nostre istituzioni.
Il lavoro del Presidente, del Vice Presidente, del governo regionale e della maggioranza in questo anno di tempo ritengo sia stato proficuo e che abbia dato importanti risposte alla comunità valdostana
La sentenza della Corte d’Appello di Torino sul limite dei mandati, che ha confermato la decadenza di Renzo Testolin dalla Presidenza della Regione, ci pone di fronte a un compito preciso: ricostituire rapidamente il Governo e ripristinare la piena operatività degli organi consiliari.
Al riguardo occorre precisare che le sentenze si rispettano ma il loro esito non era così scontato come oggi qualcuno afferma. Su questo argomento importanti giuristi si sono espressi in modo diametralmente opposto e le decisioni di questo consiglio si sono fondate su un parere super partes di un Professore Universitario selezionato dalle dirigenti del Consiglio Regionale per avere delle indicazioni giuridiche che sostenessero le decisioni conseguenti
Le difficoltà di questo passaggio istituzionale hanno conseguenze concrete sui provvedimenti attesi da cittadini, imprese ed enti locali. Abbiamo quindi il dovere di fornire una soluzione in tempi brevi, assicurando la continuità dell’amministrazione e le condizioni per assumere le decisioni necessarie.
Gli incontri condotti dalle forze di maggioranza con tutti i gruppi consiliari hanno fatto emergere una condivisione importante su questa priorità. Ringrazio ciascun gruppo per il contributo dato al confronto. Pur nelle diverse valutazioni politiche, abbiamo registrato la volontà di consentire alle istituzioni di tornare a lavorare pienamente viste le pesanti incombenze alle quali dovremo fare fronte fin dalle prossime ore.
La proposta che presentiamo si fonda sulla conferma del programma di legislatura 2025–2030 e sulla continuità della squadra di governo, con gli adeguamenti necessari in questa fase. Quel programma conserva la sua validità: contiene una visione della Valle d’Aosta e individua questioni strutturali che restano decisive per il nostro futuro.
La conferma del programma 2025–2030 riguarda l’insieme degli impegni assunti, anche quelli che oggi non richiamo puntualmente. Le integrazioni proposte ne aggiornano le priorità alla luce dei nuovi bisogni e saranno accompagnate da una verifica trasparente delle risorse, dei tempi e dei risultati.
Sappiamo, al tempo stesso, che il contesto è cambiato. Le tensioni sul fronte energetico e le difficoltà sociali e produttive richiamate nel confronto politico richiedono risposte aggiornate. La conferma del programma deve quindi accompagnarsi alla disponibilità a integrarlo, verificando le priorità, la sostenibilità delle misure e la loro capacità di raggiungere chi ha maggiore bisogno.
La prima scadenza è il bilancio regionale 2027–2029. Occorre avviarne tempestivamente l’esame nelle commissioni e garantire un confronto serio sulle scelte che determineranno l’impiego delle risorse nei prossimi anni. Dal bilancio dipendono la continuità dei servizi, gli investimenti e la capacità degli enti locali di programmare la propria attività.
Accanto al bilancio, devono trovare rapidamente spazio i provvedimenti rimasti in attesa: i sostegni all’agricoltura per le conseguenze della siccità estiva e gli interventi a favore delle famiglie per i consumi di energia elettrica. Su questi ultimi dovremo coniugare il sollievo immediato alla spesa con l’incentivo all’efficienza e alla transizione energetica, con criteri comprensibili e modalità accessibili.
La nostra attenzione deve restare rivolta alle condizioni che permettono di vivere in montagna. Lo spopolamento può compromettere progressivamente la presenza delle scuole, dei servizi e delle attività economiche. Quando una famiglia lascia una vallata, le conseguenze riguardano l’intera comunità; quando una giovane coppia riesce a stabilirvisi, si rafforza la possibilità di mantenerla viva.
Il sostegno alla natalità deve perciò essere collegato alla disponibilità di case, ai servizi per l’infanzia e alla possibilità di conciliare lavoro e responsabilità familiari. Le politiche abitative dovranno considerare anche i lavoratori di cui le nostre imprese e i nostri servizi hanno bisogno. Per molti giovani, poter restare in Valle d’Aosta dipende dalla possibilità di costruirvi un progetto di vita sostenibile.
Un’attenzione specifica deve essere dedicata al disagio giovanile, che emerge tanto nel nostro Paese quanto nel contesto internazionale. Le indagini dell’Istituto superiore di sanità e dell’Organizzazione mondiale della sanità richiamano le difficoltà nel benessere degli adolescenti e le pressioni vissute nel percorso scolastico. Dobbiamo ascoltare questi segnali e rafforzare il dialogo con i giovani, il sostegno psicologico e le opportunità di partecipazione, coinvolgendo le famiglie, la scuola e le realtà associative. La risposta deve aiutare i ragazzi a trovare fiducia e possibilità concrete per il proprio futuro.
Il diritto di manifestare pacificamente è pienamente legittimo ed è utile a rendere visibili i bisogni e le aspirazioni dei giovani. Deve essere rispettato e ascoltato. Con altrettanta chiarezza condanniamo senza riserve e senza giustificazioni ogni atto di violenza, intimidazione o danneggiamento: colpisce la libertà altrui, arreca danni all’intera comunità e diffonde ansia e insicurezza. Questa condanna riguarda i comportamenti di chi li compie e non può tradursi in un giudizio indiscriminato sui giovani o su chi manifesta pacificamente.
Nel confronto sulla scuola ritengo ingiusta una rappresentazione complessiva del nostro sistema come degradato e fatiscente, anche quando viene proposta da alcuni studenti o insegnanti. Le criticità possono esserci e devono essere segnalate, verificate e affrontate con serietà. Una descrizione generalizzata rischia però di oscurare il lavoro quotidiano del personale scolastico e gli interventi realizzati o programmati. Chiedere condizioni migliori è un diritto; discuterne sulla base di elementi precisi permette di individuare le priorità e di dare risposte verificabili.
Il quadro predisposto sull’edilizia scolastica indica circa 3,05 milioni di euro di spese correnti annue per la gestione, le utenze e la manutenzione delle scuole secondarie di secondo grado e dei convitti, di cui un milione per la manutenzione ordinaria. L’assestamento 2026 prevede 18,15 milioni, comprendenti 8 milioni di contributi agli enti locali per l’edilizia scolastica. Tra i principali interventi pluriennali figurano la ristrutturazione del Manzetti, con 22,75 milioni interamente finanziati con fondi FSC, la scuola di via Torino, con un costo aggiornato stimato di almeno 40 milioni, e la nuova sede di corso Padre Lorenzo, con un quadro economico di 21,24 milioni. Si aggiungono, tra gli altri, i programmi per la nuova scuola di Issogne, per 6 milioni, e per lo studentato di Verrès, per 10 milioni.
Questi importi hanno natura e tempi diversi: le spese annuali, gli stanziamenti e i costi stimati dei progetti non vanno confusi né sommati automaticamente, perché possono riferirsi agli stessi interventi. Le risorse programmate devono tradursi in cantieri conclusi e in ambienti sicuri e adeguati, completando le coperture ancora necessarie. Il nostro impegno sarà rendere conto dell’avanzamento dei lavori e affrontare le criticità insieme alle comunità scolastiche. La qualità della scuola dipende anche dalla didattica, dalle relazioni e dal benessere di chi la vive: agli investimenti negli edifici deve accompagnarsi un’attenzione costante alle persone.
In questo percorso i Comuni sono interlocutori essenziali. Il confronto sulla riforma della legge regionale 48 del 1995 in materia di finanza locale dovrà partire dalle funzioni esercitate e dai bisogni reali dei territori. Occorrono risorse prevedibili e criteri di riparto capaci di considerare anche la dispersione degli abitati e i maggiori oneri dei servizi nelle località di montagna.
Una priorità altrettanto concreta riguarda la sanità. La realizzazione del nuovo presidio ospedaliero deve procedere con attenzione ai tempi, ai costi e all’organizzazione dei servizi, comprese le opere e i collegamenti necessari al suo funzionamento. Nel frattempo, i cittadini hanno bisogno di risposte sulle liste di attesa, sull’accesso alle prestazioni e sull’assistenza vicino a casa.
La qualità delle cure dipende anche dalle persone che le assicurano. Dovremo continuare a lavorare sull’attrattività del nostro sistema sanitario, sulla valorizzazione dei professionisti e sull’integrazione tra ospedale e territorio. L’invecchiamento della popolazione richiede inoltre di rafforzare l’assistenza domiciliare e il sostegno alle famiglie che si prendono cura delle persone fragili.
L’accessibilità della Valle d’Aosta resta una condizione fondamentale per la vita quotidiana e per l’economia. Il completamento dell’elettrificazione ferroviaria e la ripresa del servizio dovranno essere seguiti con attenzione, lavorando sull’affidabilità dei collegamenti, sull’integrazione con il trasporto su gomma e sulle prospettive di connessione con le principali destinazioni.
Lo stesso impegno deve riguardare i trafori e la rete stradale e autostradale. La sicurezza dei tunnel è strettamente legata a quella dei raccordi, dei viadotti e delle vie di accesso. Per il Gran San Bernardo, il confronto sulla proroga della concessione dovrà essere collegato alla concretezza degli investimenti e degli interventi di ammodernamento. Per il Monte Bianco dovremo proseguire il dialogo con lo Stato e con le autorità francesi per il potenziamento del traforo, con particolare attenzione allo studio e alla fattibilità di una seconda canna, valutando anche soluzioni tecnologiche alternative, come previsto dal programma di legislatura. L’obiettivo è aumentare la sicurezza e la fluidità del traffico e garantire la continuità dei collegamenti, senza aumentare il numero dei passaggi.
A questa attenzione per i grandi collegamenti deve accompagnarsi un programma costante di adeguamento e manutenzione della rete stradale regionale, indispensabile per assicurare l’accesso alle vallate e la continuità dei servizi. Gli interventi dovranno essere programmati secondo le priorità di sicurezza, considerando lo stato delle infrastrutture, le esigenze delle comunità e la disponibilità di percorsi alternativi. La sicurezza delle strade richiede anche il monitoraggio e la messa in sicurezza dei versanti, con opere di protezione dalla caduta massi, interventi di consolidamento e una regolare manutenzione delle opere di difesa e di regimazione delle acque. Prevenire i dissesti significa proteggere le persone e ridurre il rischio che intere località rimangano isolate.
Una particolare attenzione dovrà inoltre essere riservata alla pianificazione e alla gestione delle discariche e degli impianti destinati agli inerti. Occorre garantire la tutela dell’ambiente e della salute, la tracciabilità dei conferimenti e controlli efficaci sulla gestione dei siti, assicurando al tempo stesso alle imprese la possibilità di conferire i materiali ammessi in strutture adeguate, con costi ragionevoli e condizioni trasparenti. Dovremo favorire il recupero e il riutilizzo dei materiali idonei e programmare la capacità di conferimento necessaria, tenendo conto anche delle distanze e dei costi di trasporto. Sicurezza ambientale e sostenibilità economica devono trovare risposte coordinate, a beneficio del territorio e delle attività produttive.
Agricoltura e turismo hanno bisogno di questa accessibilità e di un territorio curato. I sostegni alle difficoltà immediate devono accompagnarsi alla gestione della risorsa idrica, alla prevenzione dei dissesti e alla manutenzione. Il turismo deve offrire opportunità di lavoro più stabili durante l’anno, valorizzando le diverse vocazioni delle nostre località e mantenendo un equilibrio con le esigenze di chi vi abita.
L’agricoltura è indispensabile alla gestione del nostro territorio e deve essere sostenuta riconoscendo pienamente il lavoro di chi lo mantiene vivo e produttivo. Intendiamo rafforzare le premialità legate alla qualità delle produzioni, alla cura del paesaggio e alla tutela della biodiversità, dando maggiore peso a questi elementi rispetto ai soli parametri quantitativi. Le superfici o i volumi prodotti non possono, da soli, misurare il valore dell’agricoltura di montagna. Occorre tenere conto delle pendenze, della frammentazione dei terreni, delle difficoltà di accesso e del lavoro necessario per mantenere i terrazzamenti e i pascoli. È questo il valore della cosiddetta agricoltura eroica: un impegno che produce alimenti di qualità e, insieme, assicura un presidio essenziale a beneficio dell’intera comunità, nella consapevolezza dei maggiori costi che le nostre aziende devono sotenere.
Questa esigenza rende particolarmente importante il confronto sulle proposte europee per il bilancio 2028–2034 e sui futuri Piani nazionali e regionali di partenariato, destinati a riunire in un unico quadro risorse per la coesione e l’agricoltura. La semplificazione dichiarata non deve tradursi in un accentramento delle scelte e in un indebolimento delle Regioni. Esprimiamo una valutazione negativa su qualsiasi impostazione che riduca la loro autonomia nella programmazione e nella gestione delle risorse. Il Comitato europeo delle Regioni ha chiesto garanzie vincolanti per una partecipazione effettiva delle autorità regionali e locali: una posizione che condividiamo e che intendiamo sostenere nel negoziato ancora aperto.
A livello nazionale chiederemo che il confronto con il Governo assicuri un ruolo decisionale effettivo alle Regioni, nel rispetto delle competenze e delle autonomie speciali. Una gestione accentrata rischierebbe di privilegiare criteri uniformi, poco adatti a riconoscere il lavoro e i maggiori costi delle piccole aziende di montagna. Sul piano europeo e transfrontaliero sarà importante lavorare con le altre regioni alpine e montane per sostenere criteri di finanziamento capaci di valorizzare questi territori. Il coordinamento nazionale può essere utile se rafforza la capacità di intervenire; diventa un limite quando allontana le decisioni dai bisogni delle comunità. Difendere il ruolo delle Regioni significa quindi difendere la possibilità di dare risposte adeguate ai nostri agricoltori e al futuro della montagna.
Anche per il turismo il lavoro svolto in questo anno ha dato risposte a bisogni concreti, attraverso nuovi provvedimenti e l’attuazione di misure già approvate. Penso, in particolare, agli interventi per favorire il riuso degli edifici esistenti e realizzare alloggi per i lavoratori del comparto turistico, nel quadro della legge regionale 16 del 2025. La disponibilità di una sistemazione adeguata è determinante per reperire e mantenere il personale e per assicurare qualità e continuità nell’accoglienza. A questo si aggiunge la legge regionale 10 del 2026, che ha introdotto la tipologia ricettiva degli chalet di lusso, gli «chalet haut de gamme»: uno strumento per qualificare l’offerta e rispondere anche alla domanda internazionale di soggiorni con servizi di alto livello. Segnalo inoltre anche la Lr.25/2025 che ha fornito sostegni al settore per quanto riguarda gli investimenti nell’innovazione tecnologica e nell’efficientamento energetico.
Sul versante dell’offerta, gli importanti investimenti negli impianti di risalita accompagnano l’evoluzione dei nostri comprensori, con una funzione legata allo sci e una fruizione estiva che comprende la mountain bike. Il potenziamento del bike park di Pila ne è un esempio concreto. La possibilità di utilizzare gli impianti in diverse stagioni amplia le attività proposte e può sostenere una maggiore continuità del lavoro per le imprese e per i loro collaboratori.
La Stella di Pila, che si affianca a Skyway Monte Bianco tra le grandi attrazioni panoramiche della nostra regione, avvicina l’alta montagna anche a chi non pratica l’alpinismo. Impianti e strutture accessibili consentono di ampliare questa esperienza alle famiglie, agli anziani e alle persone con disabilità, con l’attenzione necessaria all’intero percorso di visita. È una direzione da proseguire, perché rende l’offerta più inclusive, favorisce il prolungamento delle stagioni turistiche e permette di proporre la nostra regione per i grandi eventi e le gare di coppa del mondo.
In questa prospettiva si collocano anche gli importanti investimenti in fase di realizzazione. La nuova telecabina di La Thuile e il rinnovo degli impianti Chécrouit e Maison Vieille a Courmayeur puntano a migliorare la qualità del servizio e la fruibilità della montagna per pubblici diversi, anche oltre la pratica sciistica. La realizzazione dell’importante progetto nel comprensorio di Breuil Cervinia sarà una occasione unica per valorizzare le nostre eccellenze. Gli interventi nelle altre piccole e medie stazioni completano una offerta in grado di dare una risposta a qualsiasi esigenza. L’efficacia di questi investimenti dovrà essere accompagnata da servizi e proposte capaci di valorizzarli durante tutto l’anno.
Le ricadute di questi investimenti interessano anche Aosta e la Plaine. Il collegamento diretto tra la città e Pila permette di integrare il soggiorno urbano con le esperienze in quota, creando opportunità per le strutture ricettive, il commercio e la ristorazione del fondovalle. Pur nel rispetto delle perplessità espresse da alcune forze politiche, ritengo che questa integrazione abbia rafforzato l’attrattività del territorio e debba essere ulteriormente valorizzata.
Aosta dispone di un’offerta culturale di grande rilievo: il patrimonio della città romana e il MegaMuseo, con l’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans, costituiscono già di per sé motivi importanti per un soggiorno. Mettere in relazione queste visite con la montagna, l’enogastronomia e gli eventi significa offrire ragioni per fermarsi più giorni e tornare in periodi diversi dell’anno. Su questa complementarità dobbiamo lavorare insieme agli operatori e agli enti locali, affinché gli investimenti producano benefici diffusi e durevoli.
Questa prospettiva deve estendersi alla rete dei castelli e dei siti culturali dell’intera Valle d’Aosta, che dovranno essere sempre più valorizzati attraverso un’offerta integrata, capace di collegare i luoghi, coordinare la promozione e proporre itinerari ed esperienze di visita complementari. La rete dovrà sviluppare anche iniziative commerciali e di merchandising di qualità, legate alla storia dei siti, all’artigianato e alle produzioni del territorio, creando occasioni di collaborazione con le imprese locali. Dove le caratteristiche degli spazi e le esigenze di conservazione lo consentano, castelli e siti culturali potranno inoltre accogliere eventi, incontri e manifestazioni, con una programmazione coordinata che ne rafforzi la fruizione durante l’anno. La tutela del patrimonio dovrà accompagnarsi alla capacità di renderlo vivo e accessibile, generando opportunità culturali ed economiche per le comunità che lo ospitano.
In questa offerta un ruolo fondamentale spetta alle professioni della montagna. I maestri di sci, le guide alpine e gli accompagnatori di media montagna ne sono tra i principali interpreti e, insieme alle guide turistiche, aiutano i nostri ospiti a conoscere e comprendere meglio il territorio e la cultura valdostana. Attraverso la loro competenza e il rapporto diretto con le persone, trasmettono il rispetto per l’ambiente, raccontano la storia e le tradizioni delle nostre comunità e accompagnano esperienze consapevoli, ciascuno nel proprio ambito professionale. Valorizzarne il lavoro, sostenere la formazione e favorire l’accesso dei giovani a queste professioni significa investire nella qualità dell’accoglienza e nella capacità della Valle d’Aosta di esprimere la propria identità.
Un capitolo strategico riguarda le grandi derivazioni d’acqua e il rinnovo delle concessioni. In questo campo, l’esercizio delle nostre competenze e il confronto con lo Stato sono decisivi per il futuro della Regione. L’acqua interessa insieme la produzione energetica, l’agricoltura, gli usi civili e la tutela degli ecosistemi: richiede quindi scelte coordinate e una prospettiva di lungo periodo.
Il governo delle società partecipate dovrà essere coerente con questa responsabilità.
In questo quadro, Finaosta S.p.A., in qualità di società in house della Regione, dovrà sviluppare ulteriormente le proprie competenze per la gestione delle partecipazioni detenute nell’ambito della gestione speciale e per supportare l’Amministrazione regionale nelle attività di controllo e supervisione delle società partecipate direttamente dalla Regione, nel rispetto dei rispettivi ruoli e responsabilità. Il rafforzamento delle capacità di analisi economica e finanziaria e di monitoraggio dovrà contribuire a verificare gli obiettivi assegnati e a individuare tempestivamente le criticità. Al tempo stesso, Finaosta dovrà consolidare la propria funzione a sostegno dello sviluppo del tessuto produttivo valdostano, contribuendo alla realizzazione e al finanziamento degli investimenti delle imprese, favorendo l’accesso al credito e mettendo a disposizione strumenti adeguati per l’innovazione, la crescita e l’occupazione.
Per CVA, la missione pubblica deve tradursi in benefici per il territorio, tutela dell’occupazione e capacità di produrre valore durevole. Gli investimenti devono essere valutati sulla base della loro sostenibilità economica e finanziaria, con un attento presidio dei rischi e controlli efficaci.
In coerenza con il programma di legislatura, confermiamo per CVA l’attenzione ai costi dell’energia per i valdostani, al mantenimento delle entrate per la Regione e alla diversificazione degli investimenti nelle energie rinnovabili, anche nell’eolico e nel fotovoltaico. Questa prospettiva deve procedere insieme alla verifica della sostenibilità dei singoli progetti e a controlli efficaci, assicurando alla società le condizioni per competere e investire nell’interesse della comunità.
Anche per il Casinò de la Vallée e il complesso alberghiero collegato, le scelte sul futuro dovranno poggiare su valutazioni solide, considerando le prospettive aziendali, l’occupazione e le ricadute su Saint-Vincent e sull’economia regionale. Il Consiglio deve poter disporre degli elementi necessari per esercitare pienamente le proprie funzioni di indirizzo e controllo.
Resta confermato l’indirizzo del programma di valutare con pragmatismo, dopo il concordato e sulla base degli studi e degli approfondimenti affidati a Finaosta, l’eventuale affidamento mediante gara a un soggetto privato della gestione della Casa da gioco e del Grand Hôtel Billia. La valutazione dovrà riservare particolare attenzione alle ricadute occupazionali e al mantenimento delle condizioni di lavoro degli attuali occupati, oltre che agli effetti sull’economia del territorio.
Un filo comune deve attraversare le diverse politiche regionali: sostenere le persone più fragili e chi vive in territori dove le distanze e la carenza di servizi rendono più difficile la vita quotidiana. Questo richiede interventi coordinati sul commercio, sulle connessioni digitali, sui trasporti e sul lavoro. La possibilità di continuare a vivere in montagna, ma anche di affrontare situazioni di difficoltà nel fondovalle, dipende dalla concreta accessibilità di questi servizi e delle opportunità.
Il commercio di vicinato deve essere sostenuto anche per la sua funzione sociale: un negozio mantiene un servizio essenziale, favorisce le relazioni e aiuta soprattutto chi ha maggiori difficoltà a spostarsi. Con gli enti locali dovremo inoltre riflettere sull’equilibrio della rete commerciale e sugli effetti di un’eccessiva concentrazione o proliferazione di grandi strutture di vendita. Il confronto dovrà svolgersi nel rispetto delle normative nazionali ed europee, della concorrenza e della libertà di iniziativa economica, utilizzando gli strumenti di pianificazione consentiti per tutelare la qualità del territorio e l’accessibilità dei servizi.
Nelle aree più isolate il divario digitale può aggravare le disuguaglianze. Connessioni affidabili e veloci sono indispensabili per studiare, lavorare e accedere ai servizi; lo sviluppo dell’intelligenza artificiale rende ancora più importante poter scambiare dati in modo efficiente e sicuro. Alle infrastrutture dovranno accompagnarsi competenze e assistenza, affinché anche chi incontra difficoltà nell’uso delle tecnologie possa beneficiare delle nuove possibilità.
Allo stesso modo dovremo mantenere un trasporto pubblico efficiente per gli studenti e i lavoratori, nel fondovalle e nelle valli laterali, curando gli orari, le coincidenze e l’integrazione dei servizi. Occorrerà valutare anche formule innovative, come i collegamenti a chiamata e i servizi flessibili nelle zone meno popolate. Dobbiamo restare aperti all’evoluzione tecnologica: un giorno potremo forse vedere anche autobus a guida autonoma sulle nostre strade. È una prospettiva da considerare quando le condizioni tecniche, di sicurezza e normative lo consentiranno, mantenendo come criterio la qualità del servizio alle persone.
Prevenire il disagio e l’emarginazione significa soprattutto favorire l’accesso al lavoro. Una particolare attenzione dovrà essere riservata ai giovani che cercano una prima occupazione e alle persone che hanno perso l’occupazione dopo anni di attività e rischiano di restare escluse dal mercato del lavoro. Orientamento, formazione e riqualificazione dovranno essere collegati ai bisogni delle imprese e accompagnati da percorsi di inserimento adeguati alle condizioni delle persone. I sostegni economici continueranno ad avere un ruolo importante per chi si trova in difficoltà. Il nostro obiettivo deve essere intervenire prima che la perdita del reddito, dei servizi e delle relazioni faccia precipitare le persone nella povertà e nell’emarginazione, aiutandole a conservare o ritrovare autonomia e dignità.
Su questo fronte, nell’ultimo anno sono stati attivati strumenti concreti. Il progetto OVER58 offre ai disoccupati privi di ammortizzatori sociali e non ancora in possesso dei requisiti pensionistici opportunità di impiego in attività di pubblica utilità, con un’indennità e contribuzione previdenziale; ne è stata inoltre assicurata la continuità con un nuovo avviso per il 2027-2028. Con il Programma GOL, al 30 giugno 2026, sono state prese in carico 8.689 persone, di cui 2.084 coinvolte in attività formative e, tra queste, 1.312 in percorsi per le competenze digitali. Per i giovani, l’apertura a Verrès del primo Youth Corner VDA ha rafforzato le opportunità di orientamento e il collegamento tra formazione e mondo del lavoro.
Alla conciliazione tra vita e lavoro è stato dedicato un nuovo voucher, finanziato con 1,9 milioni di euro del FSE+, a sostegno di chi ha responsabilità di cura verso figli minori, persone con disabilità e familiari anziani. È stato inoltre rinnovato il voucher per le famiglie con figli con disabilità, con un contributo fino a 2.000 euro per ciascun figlio per servizi estivi e assistenza qualificata. Sono interventi da consolidare anche nel nuovo Piano delle politiche del lavoro 2027-2029, per rendere più stabile l’occupazione e più accessibili le opportunità di formazione e inserimento.
Nel sostenere le attività imprenditoriali e favorire l’inserimento delle persone nel mondo del lavoro, dobbiamo riconoscere il contributo fondamentale delle donne al sistema produttivo valdostano, come imprenditrici, professioniste e lavoratrici. Promuovere le pari opportunità significa creare condizioni concrete per l’accesso al lavoro, la crescita professionale e l’avvio di un’impresa, anche attraverso provvedimenti che sostengano la maternità e la continuità dell’attività lavorativa. Servizi per l’infanzia accessibili e diffusi sul territorio, insieme a una migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e alla condivisione delle responsabilità familiari, permettono di valorizzare le competenze delle donne e rafforzano lo sviluppo dell’intera comunità.
Nel confronto tra i gruppi sono emersi inoltre la riforma elettorale, la sicurezza e la gestione dei flussi migratori. Sono temi sui quali occorre lavorare con serietà e nel rispetto delle competenze. La stabilità delle istituzioni deve accompagnarsi alla rappresentanza e alla partecipazione dei cittadini. Quanto all’immigrazione, il rispetto delle regole e la sicurezza devono trovare coerenza con percorsi di integrazione e con le esigenze di personale del nostro sistema produttivo e dei servizi.
Su queste materie, come sulle altre priorità della legislatura, desidero assumere un impegno sul metodo. La maggioranza deve ascoltare e valutare le proposte della minoranza nel merito, senza chiusure pregiudiziali. Alle minoranze chiediamo un confronto rigoroso, capace di accompagnare alla critica le proposte e la disponibilità a cercare soluzioni.
Il controllo sull’azione del Governo è una funzione essenziale di quest’Aula. Il confronto può essere anche fermo e le divergenze possono restare profonde. Il rispetto reciproco e la qualità delle informazioni messe a disposizione devono però permetterci di lavorare, soprattutto quando sono in gioco decisioni urgenti per la comunità.
Chiederò agli assessori di condividere questo metodo e di collaborare tra loro, perché molti dei problemi richiamati attraversano più competenze. Al personale regionale rivolgo fin d’ora un ringraziamento e una richiesta di collaborazione: la qualità delle decisioni politiche deve trovare sostegno nelle competenze amministrative e nella capacità di accompagnare cittadini e imprese nelle procedure.
Ai valdostani dobbiamo indicare le priorità, spiegare le scelte e rendere conto di ciò che riusciamo a realizzare, così come degli ostacoli che incontriamo. È su questo terreno che intendo esercitare la responsabilità per la quale chiedo oggi la fiducia del Consiglio.
Il lavoro che ci attende riguarda il futuro di una comunità che vuole continuare ad abitare la propria montagna, custodire le proprie lingue e offrire opportunità alle nuove generazioni. Mettere l’autonomia al servizio di queste aspirazioni è il compito che propongo di condividere.
Per dar corso all’attuazione del programma di governo come sopra riassunto si propone la seguente articolazione degli Assessorati:
| Assessorato Sviluppo economico, Formazione e Lavoro, Trasporti e Mobilità sostenibile, Laurent Viérin |
| Assessorato Affari europei, Innovazione, PNRR, Politiche nazionali per la montagna e Politiche giovanili, Leonardo Lotto |
| Assessorato Agricoltura e Risorse naturali, Speranza Girod |
| Assessorato Bilancio, Finanze, Patrimonio e Politiche creditizie, Mauro Baccega |
| Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie, Erik Lavevaz |
| Assessorato Opere pubbliche, Territorio e Ambiente, Davide Sapinet |
| Assessorato Sanità, Salute e Politiche sociali, Carlo Marzi |
| Assessorato Turismo, Sport e Commercio, Giulio Grosjacques, con funzioni di Vicepresidente della Regione |
(nell’originale in lingua francese) Desidero concludere con una riflessione sulla situazione internazionale e sulle recenti elezioni americane. In un mondo attraversato da conflitti e incertezze, l’esercizio del potere deve essere guidato dall’equilibrio, dalla responsabilità e dal rispetto delle istituzioni democratiche.
Sfruttare le emozioni, le preoccupazioni e le tensioni di una comunità può procurare un successo elettorale a breve termine. Ma le promesse irrealizzabili finiscono per scontrarsi con la realtà, e le decisioni prese senza misura possono avere conseguenze disastrose. Troppo spesso, i cittadini ne prendono pienamente coscienza quando i danni sono già presenti. La nostra responsabilità è prevenire queste derive, dando risposte credibili alle difficoltà che vivono le persone.
Dobbiamo unire i nostri sforzi per impedire che gli estremismi prosperino sfruttando i momenti di fragilità. Questo richiede di prendere sul serio le preoccupazioni dei cittadini, di rifiutare i discorsi che alimentano le divisioni e di costruire soluzioni durature. La Valle d’Aosta ha fortunatamente sempre saputo dare prova di equilibrio. Dobbiamo preservare questa qualità e restare vigili.
Personalmente, mi rallegro del segnale molto forte che gli elettori degli Stati Uniti hanno appena lanciato contro le politiche di Donald Trump nelle elezioni di metà mandato. In questa grande democrazia, il cui ruolo rimane essenziale nel mondo, vedo in questo voto un richiamo all’importanza dei contrappesi e alla responsabilità di coloro che governano. Questo messaggio rafforza la mia convinzione: la fiducia si merita con impegni realizzabili, decisioni equilibrate e il rispetto di tutta la comunità.
Je vous remercie.
Grazie.
Aurelio Marguerettaz







