Sabato 7 e domenica 8 novembre 2026, l’Arena Croix-Noire di Aosta ospita la Foire des Alpes, con capre, pecore, cavalli, conigli e altri animali, laboratori per bambini, dimostrazioni artigianali, prodotti locali e la finale regionale delle Batailles des chèvres. Sono due belle giornate dedicate all’allevamento e alla cultura alpina, e l’ingresso è gratuito.
Nelle Alpi, e in Valle d’Aosta in particolare, non ci sono solo le tradizionali mandrie di mucche. Esistono da sempre piccoli allevamenti di capre, pecore e altri animali, spesso legati alla dimensione familiare e alla vita di villaggio. È una componente delle montagne valdostane che si ritrova anche nel Vallese, nei Pays de Savoie e in Haute Maurienne.
Per esempio, la pecora Rosset, razza autoctona valdostana, proviene da un’antica tradizione di piccoli greggi, spesso di cinque o dieci capi. E poi c’è una storia di scambi con la Savoia e il Vallese, da cui provenivano anche animali destinati alla riproduzione.
Questo patrimonio zootecnico e di vita alpina viene presentato alla Foire des Alpes. La manifestazione è organizzata dall’Assessorato Agricoltura e Risorse naturali della Regione autonoma Valle d’Aosta, con l’Association Régionale Éleveurs Valdôtains (AREV), l’Association Batailles des Chèvres e Coldiretti Valle d’Aosta.

Le razze e la rassegna ovicaprina
Alla Croix-Noire sarà possibile incontrare gli allevatori e osservare da vicino i diversi animali, dalle capre e dalle pecore fino ai cavalli, ai pony, ai muli, agli asini e ai conigli.
Sabato 7 novembre si svolgeranno le premiazioni della rassegna ovicaprina, dalle 13.30 alle 16.30. Sono attesi circa 120 allevatori, con 180 caprini e 100 pecore Rosset.
Tra le razze figurano la Camosciata delle Alpi, dal mantello castano, originaria delle Alpi svizzere e legata anche alla tradizione di allevamento della Savoia, e la Saanen, dal caratteristico mantello bianco, che viene dall’Oberland bernese. Entrambe sono oggi diffuse anche negli allevamenti valdostani e nell’area intorno al Monte Bianco e sono apprezzate per la produzione di latte.
La Foire ospiterà una delegazione lombarda, con la capra Bionda dell’Adamello e la pecora Bergamasca. L’esposizione dei conigli presenterà ben 35 razze diverse, un altro esempio della varietà e della biodiversità degli animali allevati.


Dalla pecora Rosset al Drap, fino ai colori delle piante
La conservazione delle razze locali ha anche un significato economico: insieme alla produzione di latte e carne, alcune aziende valorizzano la lana e altre materie prime come un valore specifico locale, attraverso piccole filiere: trasformano direttamente i prodotti o collaborano con laboratori artigianali.
Una parte importante del programma sarà dunque dedicata alle lavorazioni artigianali, con attività aperte ai bambini e alle famiglie dalle 10 alle 17.
Les Tisserands di Valgrisenche propongono laboratori sulla filiera della lana, con la realizzazione di bracciali, arazzi e altri manufatti. La cooperativa, fondata nel 1969, ha consolidato la produzione del Drap, il tradizionale tessuto di lana di Valgrisenche, con l’impiego della lana della pecora Rosset.
Un altro laboratorio sarà dedicato alla tintura naturale della lana, a cura di Fiori, Fili e Colori di Ilaria Brunet, di Morgex, con una formazione in biologia vegetale. Utilizza pigmenti ricavati da fiori, foglie, radici e altre parti delle piante per colorare i filati. È un esempio di come una tradizione artigianale possa svilupparsi con l’innovazione, anche grazie a nuove conoscenze e tecniche.
I bambini potranno partecipare anche ai laboratori di falegnameria de L’Artisanà Vallée d’Aoste e alla «Magica officina del formaggio» dell’Institut Agricole Régional, dedicata alla trasformazione del latte. Il Corpo forestale valdostano proporrà attività per conoscere gli animali della regione.
Ci saranno anche dimostrazioni di lavorazione del cuoio, di vannerie, cioè intreccio di fibre vegetali, e di tosatura delle pecore, insieme ai giochi tradizionali in legno.
Partecipando ai laboratori, i bambini potranno completare il proprio AgriPassaporto e ricevere un omaggio della Foire des Alpes.


Domenica le Batailles des chèvres, un appuntamento da non mancare
Domenica 8 novembre, a partire dalle 12.30, l’Arena Croix-Noire ospiterà la finale regionale dei Combats de chèvres, con circa 220 capre iscritte.
Le Batailles des chèvres, organizzate in modo strutturato in Valle d’Aosta dal 1981, ma legate a una tradizione antica, si basano, come per le mucche, sui comportamenti spontanei di confronto tra gli animali. Le capre vengono suddivise in categorie di peso e si affrontano fino a quando una delle due si ritira.
Le eliminatorie si svolgono nei diversi paesi valdostani e sono anche appuntamenti tra famiglie, amici e tra diversi villaggi e località.
Le vincitrici ricevono le tradizionali tchambis, collari realizzati in legno di acero e noce, intarsiati a mano e accompagnati dalla caratteristica campana.
Alla Foire ci sarà inoltre un’esposizione di campane e campanacci. Sono oggetti spesso belli e curati, preziosi per molte persone, sia per la passione per l’allevamento sia per il valore economico che possono acquistare nel tempo.

Allevamento e pascoli, tra tradizione e ricerca
Il 2026 è l’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori, proclamato dalle Nazioni Unite e coordinato dalla FAO per richiamare l’attenzione sull’allevamento pastorale, sulla gestione delle risorse naturali e sulla biodiversità.
Sono temi che riguardano direttamente le Alpi, per i cambiamenti climatici, la disponibilità di foraggio, la conservazione dei pascoli e la convivenza con i grandi predatori.
Tra l’altro, a questi temi è dedicato il progetto europeo ECO ALP 2050, del programma Interreg Italia-Francia ALCOTRA, coordinato dall’Institut Agricole Régional, con partner della Valle d’Aosta, della Savoia e dell’Alta Savoia, oltre al Lycée agricole de Carmejane, nelle Alpes-de-Haute-Provence, vicino a Digne-les-Bains. Si studiano la biodiversità dei pascoli, la gestione degli alpeggi e gli strumenti per seguire le greggi e prevenire gli attacchi dei predatori.
Carrozze, mongolfiera e prodotti locali
Alla Foire si potranno fare anche passeggiate in carrozza e provare il battesimo della sella, anche per avvicinare i bambini ai cavalli e ai pony. Dalle 13 alle 16, sia sabato sia domenica, si potrà partecipare a un volo ancorato in mongolfiera, con una vista dall’alto sull’Arena Croix-Noire e sulla manifestazione.
Sabato mattina, dalle 10 alle 14, ci sarà della musica, con il gruppo «Le nostre Valli». Domenica, alle 11, saranno premiati gli elaborati realizzati dalle classi valdostane per il concorso scolastico «Animali e pascoli creativi», con la possibilità per il pubblico di votare.
Durante tutto il fine settimana sarà aperto il mercato dei prodotti agroalimentari locali curato da Coldiretti Valle d’Aosta. Per il pranzo saranno disponibili due aree di ristorazione. Nel padiglione esterno verrà proposto un menù dedicato alla filiera ovicaprina, mentre all’interno dell’arena lo stand AREV preparerà hamburger con carne valdostana.
La Foire des Alpes si svolge sabato 7 e domenica 8 novembre 2026, dalle 10 alle 17, all’Arena Croix-Noire di Aosta. L’ingresso è gratuito.
(publired)

LEGGI ANCHE: A Châtillon, Città del Miele, tre giorni dedicati al miele valdostano







