Con il progresso dei cantieri della Torino-Lione cresce anche il bisogno di alloggi per chi vi lavora, in particolare in Val di Susa, come è già avvenuto in Maurienne. Il 30 ottobre, al Grattacielo della Regione Piemonte, l’assessore alle Infrastrutture Enrico Bussalino, i tecnici di TELT (la società che costruisce l’infrastruttura) e i sindaci dei comuni interessati hanno discusso come organizzare l’accoglienza sul versante italiano. Si ragiona a un aumento delle presenze nel 2027–2028 e un picco di circa mille addetti nel 2029, tra maestranze e personale amministrativo.
Nella riunione si è detto di rafforzare il progetto «Val Susa Maison de l’Habitat» con una rete di operatori immobiliari, mettendo in relazione le domande delle imprese dei cantieri con le abitazioni disponibili.
Sull’altro versante del tunnel, la Maurienne affronta da anni la stessa questione, su una scala più grande. La Démarche Grand Chantier, di accompagnamento della Torino-Lione, conta 3.378 lavoratori al 30 settembre 2026, rispetto al massimo dei circa 3.500 previsti. Il programma è coordinato dallo Stato insieme alla Regione Auvergne-Rhône-Alpes, al Dipartimento della Savoia, al Syndicat du Pays de Maurienne e a TELT.
I due versanti attraversano quindi fasi diverse: in Valle di Susa ci si prepara l’incremento dei prossimi anni, in Maurienne l’afflusso è già avvenuto e gli interventi abitativi hanno prodotto risultati che si possono contare, ed è una esperienza realizzata. Il numero degli addetti, naturalmente, non coincide con quello degli alloggi necessari: una parte del personale risiede in zona, mentre altri lavoratori condividono un appartamento.
Una rete per le abitazioni in Valle di Susa
La Maison de l’Habitat valsusina era stata annunciata da TELT nel bollettino InfoCantieri del giugno 2026 e deriva all’esperienza della Maurienne. I comuni interessati erano Salbertrand, Chiomonte, Giaglione, Susa, Bussoleno, Caprie e altri vicini, oltre a Torrazza Piemonte, fuori dalla valle.
La Maison de l’Habitat, malgrado il nome, alla fine è un servizio che facilita il contatto tra proprietari e imprese, a cui rimangono tutte le responsabilità di elaborare e firmare un contratto. Secondo TELT servono soprattutto a bilocali e trilocali con cucina e bagno, con le certificazioni per la locazione, e con contratti a uso foresteria. Anche gli immobili che hanno necessità di piccoli interventi fanno parte dell’offerta.
La rete avviata dalla Maison non farebbe intermediazione e non ci previsti contributi pubblici speciali per gli operatori che aderiscono alla rete. La proposta è quindi all’inizio, ancora in elaborazione: nel resoconto dell’incontro non si fa cenno al numero di appartamenti già disponibili né sono annunciati incentivi per le ristrutturazioni, né supporto tecnico per l’accesso a finanziamenti esistenti sul versante italiano, per esempio in materia di energia.
In Maurienne, aiuti per rendere affittabili le case
Sul versante francese i lavoratori sono arrivati prima e quindi il sistema è già rodato. Si fonda sulla collaborazione tra enti pubblici, imprese e proprietari, e ci sono stati interventi nel tempo per recuperare varie tipologie di immobili.
La Prime Mon Logement Lyon-Turin, introdotta nel 2023, segue un programma di recupero del patrimonio privato che tra il 2018 e il 2022 aveva consentito di ristrutturare 90 alloggi. Finanzia lavori che consentono di rimettere sul mercato un appartamento: tinteggiatura, pavimenti, sistemazione di cucina e bagno, interventi idraulici ed elettrici o modifiche alla distribuzione degli spazi.
Il contributo copre fino al 70% dei lavori di sistemazione interna, con un massimo di 5.000 euro per alloggio, che può salire a 13.000 euro se il proprietario realizza anche interventi di riqualificazione energetica sostenuti da altri incentivi, come MaPrimeRénov’ o da aiuti della Communauté de Communes Cœur de Maurienne Arvan.
In cambio, il proprietario si impegna ad affittare l’abitazione agli addetti della Torino-Lione per sei anni, come residenza principale e con locazione annuale. Il pagamento dell’aiuto è subordinato alla presentazione del contratto d’affitto e di quello di lavoro, il canone risponde al prezzo di mercato, e non è quindi un valore da affitto sociale.
Nel marzo 2025, visto che gli arrivi di lavoratori tardavano e il picco si spostava in avanti, il Syndicat du Pays de Maurienne ha prorogato il termine di presentazione dei dossier al febbraio 2028. Allora le domande erano 59 e gli alloggi già sovvenzionati e affittati 16, rispetto all’obiettivo iniziale di 90.
Gli alloggi recuperati e quelli per i residenti
La relazione Mon Logement Lyon-Turin, point d’étape pubblicata il 3 febbraio 2026 distingue tra interventi avviati e abitazioni già utilizzate. Sul patrimonio privato, i due programmi in corso dal 2018 avevano impegnato 2,84 milioni di euro, con effetto su 196 alloggi, di cui 108 consegnati e affittati.
Accanto ai proprietari privati interviene l’OPAC Savoie, l’organismo di edilizia pubblica, attraverso un partenariato da 4,5 milioni di euro con Action Logement, altro programma nazionale. In questo caso si tratta di ristrutturazioni più importanti, sia per gli abitanti sia agli addetti all’infrastruttura. Sostiene anche lavori più leggeri su appartamenti vuoti da affittare, anche per singole camere.
Nel 2025 gli interventi hanno interessato per esempio quattro residenze: Bouquetin a Modane, Vigny B a Saint-Michel-de-Maurienne, Le Parc a Val d’Arc e Champ Robert ad Argentine. L’offerta si distribuisce quindi lungo la valle e comprende appartamenti non arredati e alloggi condivisi, affittati per camera. Le successive consegne sono previste in funzione dell’arrivo dei lavoratori, soprattutto a Saint-Michel-de-Maurienne e nel settore Modane–Fourneaux, con l’obiettivo di raggiungere 350 alloggi, per circa 700 camere, al picco del cantiere.
| Intervento in Maurienne | Relazione del 3 febbraio 2026 |
|---|---|
| Patrimonio privato sostenuto dai programmi dal 2018 | 196 alloggi interessati, di cui 108 già consegnati e affittati agli addetti |
| Alloggi pubblici riservati ai lavoratori | 230: 75 non arredati e 155 arredati in condivisione |
| Occupazione dell’edilizia pubblica | 66 appartamenti non arredati affittati; 230 camere occupate sulle 351 disponibili negli appartamenti condivisi |
| Obiettivo al picco del cantiere | 350 alloggi pubblici, per circa 700 camere |
| Abitazioni per abitanti non in relazione con il cantiere | 233 alloggi affittati in otto residenze ristrutturate |

La pressione sul mercato degli affitti
Poi, non è tutto rose e fiori, il recupero delle abitazioni non ha risolto le difficoltà di chi cerca casa. Il documento preparatorio del programma di riqualificazione Maurienne Galibier 2026–2030 notava una concorrenza (e potenzialmente un conflitto, se non gestita) tra la domanda turistica, quella del personale dei cantieri e quella dei residenti. L’offerta è rimasta limitata, spesso orientata ad alloggi arredati e con permanenze brevi. Alla fine, almeno in parte mancano abitazioni piccole e medie, di qualità, da affittare tutto l’anno a prezzi accessibili, che era il primo obiettivo della “Démarche”.
Una ricognizione del Dauphiné Libéré del 31 agosto 2026 ha raccolto opinioni analoghe a Saint-Jean-de-Maurienne. Un’agenzia immobiliare, Ardesia, diceva che i propri 70 immobili in locazione erano quasi interamente occupati mentre un’altra, la C&M, che ne aveva 130, diceva che le rimanevano disponibili un paio di alloggi, e pure a rotazione.
Poi, a osservare la tabella di sopra, va anche detto che del lavoro, e molto, è stato fatto e che, cantiere finito, la Maurienne si ritroverà con una patrimonio abitativo migliorato.
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