La marmotta del Lyskamm, esemplare vissuto circa 6.600 anni fa e ritrovato a oltre 4 mila metri di quota nell’agosto del 2022, diviene la protagonista di una indagine dai contorni gialli nel fumetto “The Marmot Issue”. L’albo dedicato al reperto del Museo regionale di Scienze naturali Efisio Noussan di Saint-Pierre (Valle d’Aosta), parte della collana “Comics&Science” del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), è stato presentato al Lucca Comics & Games.
Nel corso del mese di novembre esso sarà reso disponibile per l’acquisto in tre lingue (italiano, francese e inglese) presso il polo espositivo e centro di ricerca scientifica valdostano. Inoltre, il suo personaggio principale potrebbe in futuro essere convertito nella sua mascotte, trovando spazio nella segnaletica delle sale e in materiali dedicati, dai gadget a un eventuale peluche.
Edda Weiss investiga sul Monte Rosa
A guidare le indagini che costruiscono l’intricata trama del fumetto è la marmotta Edda Weiss, il cui nome già di per sé rappresenta un gioco di parole a richiamare l’edelweiss o stella alpina, pianta tipica delle alte quote di montagna. L’investigatrice in questione, resa riconoscibile dal suo cappellino viola e dai suoi occhiali rotondi, è chiamata a fare luce su di una vicenda che presenta ancora diversi interrogativi scientifici.
“The Marmot Issue”, scritto da Giovanni Eccher e illustrato da Gabriele Peddes, trasforma difatti la scoperta dell’esemplare realmente avvenuta sulle montagne valdostane in un caso da risolvere, con testimoni da interrogare e piste da seguire. Il character design della protagonista è invece stato affidato ad Andrea Scoppetta, illustratore e concept artist che ha collaborato con importanti realtà dell’animazione internazionale tra cui Disney, DreamWorks e Pixar.

La marmotta del Lyskamm oltre il fumetto
La storia prende dunque avvio nell’agosto del 2022, quando, durante una uscita sulla parete orientale del Lyskamm, nel Massiccio del Monte Rosa, la guida alpina Corrado Gaspard individua casualmente il corpo conservato di una marmotta. Al ritrovamento, a circa 4.291 metri di altitudine nel comune di Gressoney-La-Trinité, segue il 14 agosto il recupero tramite un intervento in elicottero al quale prendono parte alcuni ricercatori del centro valdostano.
Le successive analisi permettono di datare l’animale a un periodo compreso tra il 4691 e il 4501 prima di Cristo, collocandone quindi la vita lungo l’arco del Medio Olocene. Con una età di circa 6.600 anni, si tratta della mummia più antica sinora ritrovata in Italia, precedente anche a Ötzi, l’”Uomo venuto dal ghiaccio” o “Mummia del Similaun” risalente a oltre 5.300 anni fa e scoperta il 19 settembre del 1991 nelle Alpi Venoste.
Un mistero ancora aperto
L’aspetto più interessante della scoperta riguarda proprio il luogo in cui la marmotta del Lyskamm è stata ritrovata, a una quota ben superiore a quella normalmente frequentata dalla specie, compresa di contro tra i 2 mila e i 3 mila metri. Le condizioni climatiche ricostruite per il periodo cui risale il reperto rendono quindi difficoltoso ipotizzare che l’animale si trovasse spontaneamente in quel punto, fatto che va a costituire in primis il motore narrativo del fumetto.
Edda Weiss raggiunge il ghiacciaio e ricostruisce gli avvenimenti attraverso una serie di incontri sia con la guida alpina che ha effettuato la scoperta sia con alcuni animali che abitano la sua stessa montagna. Il registro investigativo permette così di presentare al lettore le diverse ipotesi della ricerca in materia, tra cui la cattura da parte di un rapace o l’esistenza di praterie a quote superiori rispetto a quelle attuali.
Dalla storia a fumetti alla ricerca scientifica
“The Marmot Issue” si inserisce in “Comics&Science”, progetto editoriale nato nel 2012 proprio nell’ambito del Lucca Comics & Games con l’obiettivo di utilizzare il linguaggio del fumetto per avvicinare il pubblico alla scienza. Esso conta circa 30 pagine, di cui 20 dedicate alla narrazione illustrata e le restanti contenenti approfondimenti circa il ritrovamento e le attività di ricerca portate avanti sulla mummia.
È inoltre presente una intervista agli autori Giovanni Eccher e Gabriele Peddes realizzata dalla climatologa Serena Giacomin, direttrice scientifica dell’Italian Climate Network, sul rapporto tra divulgazione scientifica e narrazione. Completano l’albo ulteriori studi firmati da Sandra Tutino e Velca Botti, che ripercorrono le circostanze del ritrovamento, le operazioni di recupero e le prime indagini condotte sul reperto.
Il “Marmot Mummy Project” e le nuove domande sull’ambiente alpino
Dietro la vicenda raccontata da Edda Weiss vi è comunque un intero programma di ricerca multidisciplinare, il ”Marmot Mummy Project”, coordinato appunto dal museo valdostano. Lo studio coinvolge specialisti di diversi settori quali biologi, archeologi, glaciologi, geologi, veterinari e agronomi, che si occupano di esaminare la mummia e ricostruire le caratteristiche dell’ambiente nel quale è vissuta.
L’obiettivo è anzitutto di chiarire le circostanze che hanno portato l’animale a una quota così elevata oltre che di comprendere quali informazioni possa offrire un reperto di tale tipologia sulla storia delle Alpi. La sua conservazione nei ghiacci e il suo ritrovamento favorito dal loro scioglimento consente difatti di aprire nuove prospettive di indagine sulla biodiversità del passato e sulle trasformazioni degli ecosistemi montani.
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