OrsOFF 2026 trasforma il centro storico di Aosta in un percorso diffuso tra arte, design e artigianato.
Dal 30 luglio al 2 agosto, dalle 10 alle 19, artisti e artigiani italiani e internazionali espongono opere originali in spazi pubblici e privati, affiancando la Foire d’Été con una proposta alternativa e complementare.
Un fuorifiera tra artigianato e arte contemporanea
Nato dalla collaborazione tra la Regione autonoma Valle d’Aosta e lo studio Seghesio & Grivon, OrsOFF arriva alla quarta edizione con un’identità rinnovata, a partire dal nuovo colore scelto per la comunicazione.
La rassegna mette in relazione artigianato, arte e sperimentazione, portando nel centro di Aosta opere realizzate con tecniche e materiali diversi. Accanto alle creazioni artigianali trovano spazio progetti digitali, illustrazioni, installazioni e lavori che superano i confini tradizionali tra le discipline.
Il percorso coinvolge artisti locali e provenienti da regioni italiane, insieme agli artigiani svizzeri della rete Articrea e ai francesi della Chambre de métiers et de l’artisanat de la Savoie.
Le esposizioni nel centro di Aosta
Le opere sono distribuite in sei sedi del centro storico. La chiesa di Santa Croce, in via Édouard Aubert 52, ospita Bruno Baratti e Marco Nones, mentre L’Orticello, al numero 44 della stessa via, accoglie Laura Delaunay.
In piazza Chanoux, la Piazzetta Brivio Due presenta i lavori del Gruppo Ceramisti Valle d’Aosta. L’Hôtel des États riunisce, tra gli altri, Giulia Allasio, Matthias Bachofen Beer, Ludovico Crétier-Eleusi, Anne De Haas, Lou Dzeut, Edoardo Meda, Nathalie Pinto e Greta Valente, oltre a una retrospettiva dedicata a Davide Antonin e Le Tapissier.
L’Artisanà ospita Ludovico Crétier-Eleusi, mentre la Collegiata dei Santi Pietro e Orso accoglie un gruppo più ampio di autori, tra cui Marcello Antonin, Cécile Barailler, Paolo Bruno, Ivette Clavel, Martina David, Leandro Favre, Silvia Musumarra, Harald Pizzinini, Federico Salomone e Sanda Sudor.
La mappa dell’edizione 2026 accompagna il pubblico lungo l’asse che attraversa via Édouard Aubert, piazza Chanoux, Porta Praetoria e il quartiere di Sant’Orso, collegando esposizioni, laboratori e appuntamenti collaterali in un unico percorso urbano.
I laboratori aperti al pubblico
Una delle novità dell’edizione 2026 è l’apertura di sette laboratori artigianali, visitabili da giovedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.
Il pubblico può entrare negli spazi di Cristina Chiantaretto, Minel, EC Wearable Nature, Gattacicova, NasoNasinoNasello, La Nuova Filanda e Ceramica Derby. Le visite permettono di osservare da vicino la lavorazione della carta, del cuoio, della ceramica, dell’ecopelle e del legno, ma anche di scoprire come la creatività possa tradursi in illustrazioni, cortometraggi e altri linguaggi espressivi.
Il programma comprende inoltre due presentazioni guidate della Nuova Filanda, previste il 30 e il 31 luglio dalle 18 alle 19 nella sede di via Sant’Anselmo 115.
Workshop, teatro e visite guidate
Sabato 1 agosto, dalle 17 alle 18, l’Atelier NasoNasinoNasello propone in via Hôtel des Monnaies 11 un workshop di serigrafia condotto da Carolina Grosa. I partecipanti potranno stampare e portare con sé un’illustrazione inedita e numerata.
Giovedì 30 luglio alle 21, nel cortile interno dell’atelier di Cristina Chiantaretto, in via Édouard Aubert 50, è in programma uno spettacolo teatrale costruito intorno a una lettera e alle differenti reazioni di undici donne che ricevono lo stesso messaggio.
Venerdì 31 luglio alle 17, il gruppo FAI Giovani di Aosta accompagna invece il pubblico in una visita guidata con partenza dall’Hôtel des États, in piazza Chanoux. Le attività richiedono la prenotazione attraverso i contatti indicati dagli organizzatori.
Un percorso complementare alla Foire d’Été
OrsOFF amplia l’esperienza della Foire d’Été – di cui ha dato dettaglio Nos Alpes – offrendo ai visitatori un itinerario parallelo, costruito tra gallerie, atelier, luoghi storici e spazi normalmente destinati ad altre funzioni.
Associazioni, scuole, curatori e operatori culturali contribuiscono a una manifestazione che non presenta l’artigianato come una realtà immobile, ma come un ambito capace di dialogare con il design, le tecnologie digitali e l’arte contemporanea.
