Ci saranno altre manifestazioni sabato prossimo, 24 ottobre, in Francia e anche nelle città alpine, in un clima ancora di stupore e difficoltà nel costruire una risposta alle manifestazioni del 17 ottobre.
Si è trattato di una protesta significativa, con presenze valutate tra 500 mila e 800 mila persone in tutto il Paese, e in cui gruppi di giovani – tra cui molti minorenni – hanno assaltato e saccheggiato negozi e strutture pubbliche.
La sensazione è ancora viva per un evento che “non si è visto arrivare” e le cui misure di ordine pubblico e di costruzione di un dialogo sono ancora in costruzione, con varie fatiche a metterle in piedi.
Intanto e per esempio, a Chambéry e Grenoble sono stati vietati i raduni in parte dei centri cittadini nel prossimo fine settimana e persino a Cluses e Scionzier, nella Vallée de l’Arve entrerà in vigore un coprifuoco per i minorenni non accompagnati.
Restrizioni nelle città alpine
A Chambéry, la prefetta della Savoia Vanina Nicoli ha vietato cortei e raduni nel centro storico sabato 24 ottobre dalle 8 alle 22. In tutta la Savoia, comprese Albertville e Aix-les-Bains, una disposizione preventiva limita inoltre il porto e il trasporto di armi e oggetti utilizzabili come armi senza motivo legittimo – si intendono quindi anche i fuochi di artificio – fino al 2 novembre.
A Grenoble, il periodo delle restrizioni è più lungo, da giovedì 22 a domenica 25 ottobre alle 6. Ci sono manifestazioni già annunciate, e i percorsi vengono modificati per trovare un euquilibrio tra organizzatori e riduzione dei rischi per i danni. La prefetta Catherine Séguin ha detto che è pronta a introdurre anche un coprifuoco, che potrebbe interessare anche alcune zone commerciali dei comuni vicini.
Ci sarnno manifestazioni degli studenti e iniziative dei gilets jaunes – che sono quindi in una nuova fase di attività. Nel versante dell’estrema destra, un gruppo sostenuto dall’organizzazione locale di Reconquête organizza un raduno e una contro-manifestazione.
Cluses e Scionzier
In Alta Savoia, persino piccoli centri della Vallée de l’Arve come Cluses e Scionzier hanno disposto un coprifuoco per i minorenni non accompagnati da un adulto responsabile, dal 23 al 26 ottobre, dalle 21 alle 6, ma solo in alcuni quartieri e come misura come preventiva. Sono un esempio di restrizioni che si possono estendere anche a località più piccole.
A Lione, il coprifuoco nella Presqu’île è è in vigore ormai da tutta la settimana, per tutti, adulti compresi (salvo necessità di servizio e con alcune deroghe) dalle 23 alle 6. Rimangono anche le restrizioni notturne – cioè un coprifuoco – per i minori in alcuni settori di Nizza dalle 21 alle 6, fino alla mattina del 26 ottobre. A Marsiglia, in alcuni quartieri, la restrizione per i minori si applica dalle 22 alle 5 fino alla mattina di sabato 24 ottobre. Per quella data bisognerà attendersi nuove misure.
Le scuole in Francia sono chiuse per le vacanze d’autunno della Toussaint, e si ritornerà a lezione lunedì 2 novembre.
Un dialogo solo in avvio
Mercoledì 21 ottobre il primo ministro Sébastien Lecornu ha visto i rappresentanti delle cinque confederazioni sindacali, ma non è andata benissimo. Tra sicurezza, potere d’acquisto e salari, mancato invito agli studenti, è emerso un possibile sciopero generale il 5 novembre prossimo. C’erano segretaria della CGT Sophie Binet, la responsabile della CFDT Marylise Léon, con posizioni tra il dialogo e le richieste insoddisfatte, e una intenzione generale di ridiscutere di salario minimo. L’impressione è di un inizio di dialogo, che si ferma però alla fase del tentativo, utile per dire che non c’è scontro totale.
Con gli studenti il clima non è migliore. Sulla consultazione pubblica su Parcoursup – il sistema francese di orientamento e scelta degli studi universitari – le organizzazioni studentesche hanno contestato anche l’impostazione dell’incontro e rifiutato la presenza dell’organizzazione di destra UNI, e quindi non c’è stato dialogo. Forse ci saranno proposte da parte del governo nella prossima settimana, dunque dopo il weekend.
Condanne e sostegno ai commercianti
Dopo gli arresti e i fermi del 17 ottobre ci sono le prime condanne, e nei media sono emerse storie di ragazzi tornati a casa con il bottino dei saccheggi, vari tentativi di vendite su Vinted, e misure del governo per impedirle. A Lione, sono arrivate le prime condanne, qualcuno è ormai in prigione, e ci sono divieti soggiorno.
Restano negozi a cui riparare i danni e in cui ricostruire le scorte. Ha fatto sensazione l’ufficio del turismo bruciato in piazza Bellecour a Lione – che è ancora lì, una ferita nella città – così come gli infissi danneggiati, vetri rotti e lavori di risistemazione nella principale via del commercio nella Presqu’ile, rue de la République. Appunto qui ci sono le restrizioni di accesso nella notte.
Varie misure a livello locale e nazionale vanno a compensazione dei danni, come forma di prestiti fino a 50 mila euro, considerato che i soldi dovrebbero arrivare dalle assicurazioni, che sono sollecitate a essere rapide e a pagare gli anticipi. Ci sono più limitati aiuti d’emergenza e facilitazioni nei pagamenti presso le banche.
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