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Home » Articoli » Festa della Valle d’Aosta, un termometro annuale dell’autonomia
Politica

Festa della Valle d’Aosta, un termometro annuale dell’autonomia

Enrico MartialEnrico Martial23 Febbraio 2026
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Il momento del Coro di Verrès, il 22 febbraio 2026 (c) Regione Valle d'Aosta PaoloRey
Il momento del Coro di Verrès, il 22 febbraio 2026 (c) Regione Valle d'Aosta PaoloRey

L’Autonomia Valle d’Aosta e l’80° anniversario dei Decreti luogotenenziali sono stati festeggiati il 22 febbraio 2026 ad Aosta, nella Sala Maria Ida Viglino del Palais régional, con la consegna delle onorificenze di Ami de la Vallée d’Aoste e Chevalier de l’Autonomie.

Si celebra ogni anno, ed è un momento particolare. La sala è sempre piena con moltissimi sindaci, consiglieri regionali, presidenti di associazioni e organismi, esponenti della cultura e della società. Si tratta di un’occasione ufficiale, ma in cui tre discorsi toccano, o sfiorano, o fanno intendere, gli elementi dell’attualità politica. A osservare il momento, qualche cosa si capisce, anche a leggere tra le righe.

Alla presenza delle istituzioni regionali e dell’ospite d’onore Roberto Paccher, presidente del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige, la cerimonia ha ricordato le basi giuridiche dell’autogoverno valdostano e premiato personalità che hanno contribuito alla crescita culturale, scientifica ed economica della regione.

Le celebrazioni istituzionali e il valore dello Statuto speciale

Intanto c’è un versante di celebrazione, e anche questo ha una sua intensità e un racconto del momento. La festa si è aperta con l’esecuzione del canto Exulte Autonomie da parte della Chorale de Verrès, diretta da Albert Lanièce, senatore della Valle d’Aosta per due legislature, dal 2013 al 2022, già assessore alla sanità, e medico.

Il canto era su testo ispirato a una poesia della scrittrice e figura politica valdostana Teresa Charles e musicato da Giuseppe Cerrutti. Sempre il coro di Verrès ha cantato Montagnes Valdôtaines al termine della Festa, con piccole e belle variazioni, con il pubblico che cantava piano per non disturbare, e tutti in piedi, come d’uso. Ebbene, sono stati due momenti belli, una cornice di identità al quadro politico della Festa, che faceva da contenuto.

Va citata anche la lettura di un estratto dei Decreti luogotenenziali del 7 settembre 1945, da parte di Alexine Dayné. Anche questo è stato un momento interessante, proprio per le parole ascoltate. Dei Decreti luogotenenziali, che giunsero a pochi mesi della fine della guerra, nel clima di tensione del momento, tra annessionismo e fine del fascismo, sono emersi due elementi.

Da un lato, veniva un certo brivido e una certa inquietudine, a riascoltare i nomi italianizzati dal regime fascista dei comuni valdostani, che con i decreti tornavano al toponimo d’origine. Dall’altro, si è ascoltato che il testo dei Decreti prevedeva la concessione, rinnovabile, per 99 anni delle acque alla neonata Regione autonoma Valle d’Aosta.

Lingua francese, e le acque

La lettura ha ricordato che non solo il francese era parificato, ma che nelle scuole alcune materie, e non solo letteratura, si sarebbero insegnate in lingua francese. Sono due mancate attuazioni: sul francese, ancora non si riesce ad avere un insegnante madrelingua da qualsiasi Paese europeo, sulle acque fino alle liberalizzazioni degli anni ’90 tutto è rimasto allo Stato, e la Valle si è poi comprata le centrali idroelettriche. Ora rischia di perderle di nuovo, per concessioni che vanno a scadenza e perché non si chiude l’accordo (le norme di attuazione) con lo Stato per funzionare come in altri Paesi, e con il controllo regionale stabile sulle acque, anche nella loro dimensione energia.

Per questo erano importanti le parole dei discorsi, per quanto in pochi passaggi e poche frasi in discorsi di tipo classico. Sia il presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi, sia il presidente della Regione, Renzo Testolin, hanno richiamato le norme di attuazione dello Statuto, senza cui non si dà gambe alle politiche.

Entrambi hanno parlato del principio dell’intesa : l’accordo della Regione diventerebbe necessario per modificare le norme statutarie e d’attuazione, non basterebbe più il parere. E’ più volte ritornato il richiamo al principio di leale collaborazione, sottolineandone l’importanza, che significa poi andare d’accordo e parlarsi chiaro.

I temi aperti sono vari, compresi quelli della ritramissione dei canali televisivi in lingua francese in Valle d’Aosta (a Bolzano, quelli in tedesco e ladino sono diciassette), e appunto la norma sulle acque. Se le centrali restano sotto il controllo della Regione, come è ora, attraverso la società in house Finaosta, non c’è bisogno di gara. Ci vuole una norma di attuazione dello Statuto, come già avviene per esempio in Provincia di Bolzano. Però, intanto, la norma non arriva in Commissione paritetica Stato-Regione, incaricata di elaborarne il testo.

I temi classici dell’autonomia

Acque, lingua, erano pochi punti, che emergevano tra i tanti evocati. Per esempio, il presidente dell’organizzazione dei comuni valdostani, Alex Michieletto, ha ricordato che proprio ogni Comune, con la sua comunità, tiene viva l’autonomia. In sala, i sindaci erano veramente molti, con la fusciacca e il tricolore italiano. Ha ricordato l’attività dei comuni a favore dei giovani per spiegare e far vivere l’autonomia e ha anche detto che non bisogna aver paura, anche nel confronto con lo Stato, anche se una norma approvata viene poi dichiarata incostituzionale. Bisogna insomma andare avanti: sullo sfondo, c’è una recente decisione della Corte che da poco ha reso ancora più uniforme la legislazione valdostana a quella nazionale in materia elettorale.

Aggravi, il presidente del Consiglio Valle, ha dal canto suo invitato a una maggiore collaborazione tra il Consiglio Valle e il governo regionale. Qualche problema ci deve quindi essere stato, senz’altro da superare visto il momento critico di confronto con il governo nazionale, malgrado nella maggioranza regionale sia compresa Forza Italia. Non bisogna guardare soltanto al risultato immediato, ha detto Aggravi, ma a priorità di medio termine, chiare, a una definizione più precisa delle competenze rispettive tra Stato e Regione, per ridurre conflitti e incertezze amministrative.

Dal Trentino Alto Adige

Ogni anno c’è un ospite d’onore, e quest’anno è intervenuto Roberto Paccher, presidente del Consiglio della Regione Trentino Alto Adige.

Dopo il nuovo statuto del 1972 è l’organo comune, quasi federale, delle Province autonome di Trento e Bolzano, che detengono quasi tutte le competenze. Paccher, appena arrivato d una rapida visita al territorio, ha parlato di comuni dimensioni alpine, economiche e territoriali, anche nell’analogia delle vite culturali, per esempio nei cori, come quello di Verrès.

Ha rimarcato il legame tra autonomia e territori di montagna, uno strumento per affrontare difficoltà strutturali, contrastare lo spopolamento e sostenere politiche per il lavoro, il turismo, l’agricoltura e l’innovazione, nel rispetto delle identità culturali e linguistiche.

Ami de la Vallée d’Aoste: i riconoscimenti alla cooperazione e alla ricerca

Nella Festa della Valle d’Aosta 2026 sono state conferite le onorificenze di Ami de la Vallée d’Aoste a Stève Gentili e a Giorgio Metta.

Stève Gentili è presidente del Forum francophone des affaires ma soprattuto è un uomo di rete, che conosce mezzo mondo, con un ruolo importante tra politica ed economia e nelle politiche francesi in Africa. Svolge una forte attività sul tema della francofonia, per cui ha ricevuto il titolo di Grand officier de l’ordre de la Couronne nel 2023, in Belgio. Assente, ha inviato un messaggio in cui ha espresso il proprio onore per il riconoscimento, definendolo un incoraggiamento a proseguire l’impegno a favore della Valle d’Aosta e della francofonia.

Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), ha ottenuto l’onoreficenza per il contributo allo sviluppo dell’innovazione in Valle d’Aosta e per aver favorito l’inserimento della regione in reti scientifiche internazionali, rafforzando il dialogo tra ricerca, istituzioni e comunità. L’Istituto italiano di tecnologia e la Regione Valle d’Aosta dal 2025 hanno creato il centro C3G (Center for Clinical and Computational Genomics) all’Espace Aosta. Il centro sviluppa tra l’altro il progetto 5000genomi@VdA, per il sequenziamento genomico su vasta scala per scopi medici.

Chevalier de l’Autonomie: artigianato, informazione, turismo e alpinismo

Il titolo di Chevalier de l’Autonomie è stato attribuito a Giuseppe Binel, Alessandra Ferraro, Leo Garin e Giuseppe Petigax.

Giuseppe Binel, scultore tra i più apprezzati dell’artigianato valdostano, ha ottenuto il riconoscimento per aver valorizzato la tradizione locale e trasmesso alle giovani generazioni le tecniche e la disciplina del mestiere.

Alessandra Ferraro, (la cui nonna è di Brusson, in Val d’Ayas) direttrice di Rai Isoradio e giornalista è diventata Chevalière de l’autonomie per aver diffuso attraverso la propria attività professionale l’immagine e i valori della Valle d’Aosta oltre i confini regionali, mantenendo un legame costante con la cultura e la storia del territorio. Prima di assumere la direzione di isoradio, Alessandra Ferraro era caporedattore della RAI Valle d’Aosta.

Leo Garin, ristoratore e fondatore dell’Auberge de la Maison di Coumayeur Entrèves, è una figura esemplare del turismo valdostano, capace di coniugare qualità dell’accoglienza, identità culturale e sviluppo economico: nel suo intervento ha tra l’altro ricordato come è avvenuta la nascita della Coppa valdostana dell’amicizia.

Giuseppe Petigax, alpinista e guida alpina con numerose spedizioni (è salito 192 volte sul Monte Bianco e se ne ricorda una mitica spedizione sull’Everest), ha ottenuto il titolo per aver rappresentato nel mondo lo spirito della montagna valdostana, unendo esperienza, sicurezza e senso di responsabilità.

LEGGI ANCHE: Ottant’anni fa la prima seduta del Consiglio Valle: l’autonomia della Valle d’Aosta

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Enrico martial
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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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